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Leggere allunga la vita di due anni

“Io abito in due mondi. Uno è quello dei libri. Sono vissuta nel Faulkner’s Yoknapatawpha Country, ho dato la caccia alla balena bianca sul Pequod, ho combattuto con Napoleone, ho viaggiato in zattera con Huck e Jim, ho commesso cose assurde con Ighatius J. Reilly, ho viaggiato in treno con Anna Karenina, sono stata nella Strada di Swann”, lo diceva Rory Gilmore, la protagonista della nota serie televisiva Una mamma per amica, nel suo discorso del diploma. E leggere, come ci ricorda Rory, non è solo un atto di fantasia straordinario, ma allunga la vita. A rivelarlo una ricerca condotta dalla Yale University School of Public Health e pubblicata sulla rivista Social Science & Medicine. Gli studiosi hanno osservato per dieci anni l’aspettativa di vita di circa 3600 cinquantenni, scelti dall’Health and Retirement Study, banca dati statunitense, e indagato le loro abitudini sul fronte della lettura. Le persone sono state divise in tre gruppi: quelli che non leggono, quelli che dedicano alla lettura fino a tre ore a settimana e quelli che leggono più di tre ore a settimana. L’attività, ha dimostrato lo studio, riduce il rischio di morte per tutte le cause del 17% per chi legge almeno tre ore a settimana e del 23% per chi legge più di tre ore a settimana. Tradotto in poche parole: mediamente chi legge vive due anni in più rispetto a chi non lo fa. Anche chi legge giornali e riviste, secondo lo studio, ha meno probabilità di morire prematuramente, anche se gli effetti sono inferiori a quelli raggiunti con la lettura di libri. Purtroppo l’Italia continua ad essere uno dei Paesi europei in cui si legge di meno. Nel nostro Paese si leggono molti meno romanzi e giornali del resto dell’Europa. L’Istat ha rivelato che nel 2015 solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro in un anno, mentre una famiglia su dieci non possiede alcun libro.

Oltre ad allungare la vita, leggere un buon libro stimola l’empatia, cioè la capacità di immedesimarsi nella vita di un’altra persona, nei suoi sentimenti e stati d’animo. Leggere ci fa sentire più vicini agli altri, sostanzialmente più umani e, in più, allarga le nostre conoscenze e i nostri orizzonti. Fa nascere in noi desideri che non sapevamo neanche di avere e ci spinge a realizzare quelli che avevamo custodito per anni dentro di noi senza mai provare a farli diventare reali.
La ricerca americana non spiega però, da un punto di vista prettamente scientifico, in che modo la lettura riesca ad allungare la vita. Evidentemente stimola processi cerebrali in grado di garantire una maggiore longevità. Uno studio dell’Università di Stanford, in California, ha dimostrato quanto la lettura migliori la qualità della vita. I neurobiologi, guidati da Natalie Phillips, hanno chiesto a un gruppo di studenti di leggere brani a scelta di un romanzo di Jane Austin, Mansfield Park. Mentre leggevano, i lettori-cavie erano sottoposti a risonanza magnetica. Dalle analisi risultava che l’afflusso di sangue al cervello aumentava durante la lettura. E la zona del cervello che riceveva più sangue era quella adibita alle funzioni di esecuzione. Phillips è giunto così alla conclusione che leggere anche solo un romanzo richiede la coordinazione di funzioni cognitive complesse e multiple”.

Altri benefici della lettura

Migliora lo stress e combatte i disturbi del sonno

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Leggere non è una semplice distrazione ma stimola l’immaginazione e la capacità di apprendimento. Secondo uno studio svolto nel 2009 dall’Università del Sussex, anche solo sei minuti di lettura al giorno abbassano i livelli di stress del 68%.

Affina l’attività cerebrale
Nel 2014, la rivista Brain Connectivity ha pubblicato uno studio che dimostra come la lettura favorisca l’empatia perché provoca cambiamenti nella corteccia temporale sinistra, una zona del cervello associata alla comprensione della lingua. Immedesimarsi nei personaggi del romanzo aumenta l’intelligenza emotiva di una persona e la sua capacità di provare empatia.

Aiuta la memoria
La psicologa
Anne Cunningham, nel suo studio ‘What Reading Does For The Mind’, ha svelato che leggere aiuta il cervello a conservare informazioni. Ogni volta che si legge si crea una nuova memoria.

Migliora l’agilità mentale in età avanzata
Nel 2013 una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology, ha stabilito che leggere aiuta a mantenere la mente attiva anche in età avanzata. Uno studio condotto dal Rush University Medical Center di Chicago ha misurato la capacità di memoria e di pensiero in oltre 200 pazienti di età superiore ai 55 anni, monitorandola ogni anno. Le persone che si sono sottoposte all’esperimento hanno risposto a un questionario sulle loro abitudini di lettura e di scrittura, durante tutto il corso della loro vita. Una volta morte, queste persone hanno subito un’autopsia per accertare eventuali segni fisici di demenza, come lesioni cerebrali e placche. È risultato che le persone che avevano letto di più durante gli anni vissuti avevano avuto un declino delle facoltà cerebrali più lento del 15%.
Umbero Eco ha detto: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito perché la lettura è una immortalità all’indietro”.
Il grande scrittore aveva detto, con parole diverse,  quello che tanti studi hanno dimostrato, ovvero che leggere è un atto profondamente umano, che ci riconnette con la nostra anima e ci permette di entrare in sintonia con gli altri, di avere molte più vite di quelle che siamo destinati a vivere ed è per questo che leggere un buon libro allunga la vita.

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