Sesso una finestra aperta sulla nostra interiorità

Secondo l’Ami (Associazione matrimonialisti italiani) il 30% delle coppie sposate da più di dieci anni ha un’attività sessuale solo sporadica, il 50% di quelle sposate da più di 30 anni vive come fratello e sorella e nel 70% dei casi è l’uomo a usare la scusa del mal di testa per non avere rapporti sessuali.  Come mai l’eros muore? Quali sono i rischi?
La vita di coppia, si sa, è una continua palestra di vita; è una sfida in cui le due parti non devono mai commettere l’errore di trascurare anche i più piccoli dettagli. Il rischio è quello di “addormentare “ il rapporto e di ritrovarsi, senza sapere bene come, a una distanza incolmabile. L’attenzione verso il partner e le sue esigenze deve essere ancora più forte se la relazione è tra coniugi, perché, dopo anni di relazione, è facile rifugiarsi nella routine e spegnere gli entusiasmi. Tutti iniziano la propria relazione amorosa  innamorati ed eccitati ma, dopo un po’ di tempo, le cose possono cambiare. L’amore e la complicità sono sentimenti che vanno coltivati e alimentati giorno per giorno. L’intimità, fatta di sguardi, carezze, attenzioni reciproche e sessualità, può dirci molte cose di una coppia e quando questa vacilla ci sono sicuramente dei problemi.
Il sesso può essere, così, un termometro della relazione che si ha con sé stessi e con l’altro. Nel caso di disturbi della sfera sessuale, esclusi problemi di tipo organico, come la disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce, sarà necessario fare riferimento alla sfera psichica e affettiva. La mancanza di sesso in una coppia può essere causata da un problema della coppia stessa che in quel preciso momento sta attraversando un periodo difficile o di forte stress, oppure da una difficoltà di uno dei due componenti della coppia.
Ansia, problemi emotivi non risolti, preoccupazioni, disinteresse e apatia sono alcune delle cause scatenanti della perdita di intimità all’interno di una relazione. I sentimenti di ognuno, inoltre, influenzano i sentimenti dell’altro, così come il funzionamento e la soddisfazione sessuale. La sessualità offre, quindi , una grande finestra da cui osservare e conoscere a fondo sé stessi, la propria relazione, i nodi da risolvere e il potenziale da sviluppare.

La noia nella coppia c’è ne parla la Dottoressa Ilenia Collini

«Nelle coppie sposate da tanti anni può subentrare la noia,- ha spiegato la dottoressa Ilenia Collini – o può capitare che non sia mai stata realmente scoperta un’intesa sessuale nella coppia, ma che il sesso sia stato solo frutto di esigenze fisiche e una risposta meccanica della coppia giovane piuttosto che il frutto della costruzione di una profonda e sintonica intimità per cui passata la passione iniziale il sesso non trova più nuove stimoli».
Se, invece, consideriamo le coppie che hanno condiviso una buona sessualità i motivi per cui ad un certo punto, il desiderio cala sono ascrivibili, nella valutazione peculiare dei singoli casi, alla routine dalla quale la coppia si fa completamente sopraffare, alla stanchezza nemica della sessualità che fa sognare il letto unicamente come luogo di riposo e ancora alla presenza dei figli che inibisce la libido. Inoltre,  la paura di sperimentarsi, inglobati dai tabù riguardanti il sesso, reprime la fantasia di provare cose nuove, da cui nasce insoddisfazione e frustrazione.

Calo del desiderio sessuale dopo un figlio

Molto spesso, dopo la nascita di un bambino, il desiderio sessuale della donna può calare vertiginosamente. Le attenzioni sono rivolte tutte al nuovo nato e la donna si dimentica quasi del suo partner che viene relegato al solo ruolo di padre. Inoltre, la stanchezza dovuta alle numerosi notti insonne e al dispendio di energie spese tutte per il piccolo possono causare un calo del desiderio. La soluzione sta nella comunicazione: guai a tenersi tutto dentro, bisogna esprimere i propri sentimenti.  Ma ci sono casi in cui parlare non basta e occorre l’aiuto di uno specialista, un esperto del settore con cui intraprendere un percorso di psicoterapia. «Quando una coppia arriva in terapia perché ha problemi che riguardano la sfera sessuale, lo psicoterapeuta, ad orientamento sistemico familiare, accoglie la domanda ed inizia ad esplorare la vita della coppia ampliando il più possibile lo spettro di interesse, allontanandosi così dalla sola sintomatologia esplicita del calo del desiderio sessuale. Come un imbuto che si presenta dal lato più stretto lo psicoterapeuta cercherà di condurre la coppia nel lato opposto analizzando il loro rapporto fatto di tanto altro; dalle loro origini alla loro costituzione come coppia o famiglia, fornendo ai due gli strumenti per poter affrontare la problematica», ha dichiarato la psicologa Collini.

Sesso campanello d’allarme

Non esiste un vademecum delle regole per il salvataggio di una coppia in cui vi sia stato un calo del desiderio, ma, secondo la psicologa, è possibile individuare tre possibili esiti: può accadere che essa riesca a risolvere i propri conflitti perché riesce ad attivare le risorse, le capacità, i modi e gli stili per affrontare le difficoltà; può accadere che si lasci quando le risorse non bastano, non perché siano poche, ma piuttosto perché si adagia all’interno del conflitto e così continua con gli stessi sbagli, gli stessi errori, le stesse stancanti dinamiche che non fanno che mantenere il problema, gonfiarlo, fino a far scoppiare tutto quanto. E poi c’è la coppia che non riesce a lasciarsi forse perché vede un barlume di quella fiamma che l’ha costituita, e che da qualche parte, in qualche gesto, ancora traspare; forse ha paura di non individuarsi più nella singolarità o forse pensa che quella è la condizione che si merita, che tanto meglio di così non può stare; fatto sta che rimangono insieme, incapaci di lasciarsi, ma anche di risolvere il proprio conflitto.
Se la coppia sta attraversando una crisi, lo psicologo certamente sarà in grado di aiutarli ad attraversarla e a superarla, ma se la coppia è al capolinea della sua storia, per cui il sesso è solo un campanello d’allarme di una fine, i due dovranno trovare il coraggio di dirsi addio, perché essere felici non è solo possibile, ma raggiungibile.

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