Empatia e grandi occhi, il segreto dell’ ippoterapia

nomadi beduini dicono: “E Dio prese un soffio del vento del Sud e vi alitò sopra: così creò il cavallo”. Il cavallo è un dono di Dio all’uomo e non sono solo i beduini a pensarlo, la letteratura è piena di storie sul rapporto tra questo animale e l’essere umano. Ecco perché verso la fine del secolo scorso l’equitazione non è più stata soltanto una disciplina sportiva, ma anche una terapia di riabilitazione, diffusa prima in Europa e poi in Italia.

Ad Agnano il centro “Accavallo” accoglie numerosi bambini bisognosi di aiuto

All’ippodromo di Agnano il centro di riabilitazione equestre “Accavallo” si occupa di bambini e ragazzi con varie difficoltà psicofisiche, tra cui: autistici, bambini con disturbi pervasivi dello sviluppo, diversamente abili e down. Un equipe di esperti, tra sociologi, psicoterapeuti, insegnanti e veterinari, gestisce le varie fasi del percorso riabilitativo: dalla pulizia del fieno alla scelta del mangime, dalla conoscenza di sella e spazzole al contatto fisico con l’animale. «Non tutti i cavalli sono adatti a questo tipo di esperienza rieducativa- spiega la dottoressa Maria Iorio, volontaria e coordinatrice del progetto- , ad esempio quelli da corsa non sono in grado di approcciarsi all’uomo in questo modo. Occorre che l’equino sia sano, robusto e molto docile». E Sinto, il cavallo di Agnano, risponde a tutti questi requisiti ed è infatti amatissimo dai bambini.

Ippoterapia e Pet-therapy

Il centro, presieduto da Francesco Gragnaniello, sociologo con abilitazione in pet-therapy e ippoterapia, accoglie tantissime famiglie che portano lì i loro figli. Marisa, invece, è un’assistente sociale e un’educatrice professionale, oltre ad essere un tecnico della riabilitazione equestre e tecnico di volteggio Fise; a dimostrazione che non ci si improvvisa in questo lavoro, ma occorrono studi specifici e tanti anni di esperienza.
Grazie ai volontari e ai medici del centro e soprattutto al rapporto con il cavallo, questi bambini  e ragazzi si aprono alla vita e fioriscono, come mai avrebbero potuto fare in circostanze diverse. I progressi sono visibili e non c’è mai nessuno che non faccia anche solo un piccolo passo in avanti. Tra gli ospiti dell’Ippodromo anche una bambina autistica che quando è arrivata ad Agnano era chiusa e aggressiva e che oggi sorride, gioca e interagisce con gli altri. Com’è possibile tutto questo? Grazie al cavallo che funge da mediatore e co-terapeuta. La sua straordinaria empatia permette a questi ragazzini di abbandonare tutte le loro difese, perché questo animale possiede tutte le qualità, calore, morbidezza, odore e grandi occhi, necessari a stimolare il processo di attaccamento fondamentale dello sviluppo umano e, inoltre, è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense, per cui montare a cavallo, sviluppa l’autostima e la fiducia in se stessi. E c’è ancora un altro miracolo che questo essere meraviglioso è in grado di compiere, egli permette al bambino di staccarsi dalla terra e avvicinarsi un po’ di più al cielo, facendo da tramite tra l’umano e il divino.

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