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Adolescenti: un pianeta di empatici e solidali

L’adolescenza è un periodo transitorio di crescita e rappresenta sempre una fonte di dibattiti. Adolescenti ribelli, lontani dai genitori, poco comunicativi e soprattutto preda degli eccessi. Ma è tutto vero?

La ricercatrice Neeltje E. Blankenstein ha condotto una ricerca sugli adolescenti riuscendo a scomporre i luoghi comuni su questa fase dell’esistenza e scoprire, invece, quanto siano solidali e fortemente empatici.

Qualità che caratterizzano, in realtà, l’adolescente più che l’adulto.

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Gli adolescenti, infatti, adottano comportamenti prosociali cioè con l’obiettivo di agire nel bene insieme agli altri, riescono ad assumere il punto di vista di un’altra persona, in particolare dei loro amici e coetanei.

Questionari alla mano, la ricercatrice Blankenstein ha esaminato in prima istanza informazioni comportamentali quali il divertimento, la soddisfazione che ricavano dai doveri in prima luogo scolastici, abilità sociali.

Nel dettaglio, la ricercatrice ha indagato sull’aspetto dell’empatia intesa come capacità di comprendere sentimenti e pensieri di altri coetanei.

La risposta è che gli adolescenti adottano in maggioranza comportamenti utili agli altri.

È indubbio che l’adolescente, più che l’adulto che gode di una capacità critica consolidata, è maggiormente specchio dei suoi tempi, quindi annoveriamo tra i comportamenti usuali, utilizzo “smodato”, eccessivo di cellulare e computer.

Ciononostante i genitori possono riuscire a comunicare in modo intelligente con loro, in casi di particolare complessità ricorrere a una serie di colloqui con uno psicologo.

È certo che usare troppo i Social Network può avere un impatto negativo sulla salute mentale oltre che forti ripercussioni sul sonno. Questo stress psicologico va evitato e in questa direzione possono agire le figure genitoriali.

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