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“Plastic tax” e imballaggio eco, la svolta per l’ambiente

Una svolta “plastic free” potrebbe rappresentare un’ipotesi necessaria a beneficio dell’ambiente.

Riconvertire la plastica in plastica riutilizzabile è un argomento di estrema attualità soprattutto nel settore degli imballaggi industriali.

La tassa sulla plastica, la “plastic tax”, è un provvedimento in discussione dall’ attuale governo M5s Pd, inserito nella manovra finanziaria 2020 che prevede un’imposta da 1 euro al kg per diversi tipi di prodotti. Ovvero si andranno a “tassare” bottiglie di plastica, buste e vaschette in polietilene monouso ma non i prodotti farmaceutici quali le siringhe ad esempio.

Il dibattito è abbastanza esteso tanto che si attende l’intervento del Ministro all’ambiente Sergio Costa che sarà ospite della kermesse Ecomondo, una fiera internazionale sull’ambiente che si sta svolgendo a Rimini, per il convegno: «La Strategia italiana per la plastica» previsto per la mattinata di mercoledì 6 novembre,

La “plastic tax” è una questione delicata per cui al convegno si parlerà delle modalità normative con le quali l’Italia intende adottare le direttive europee sulla plastica, nel dettaglio il ministro Costa, introdurrà   alle imprese innovative d’Italia che hanno già adottato misure plastic free.

Il packaging sostenibile è senz’altro il futuro dell’industria si tratta certo di un’operazione fondamentale nel processo di innovazione del settore industriale. Il tema della plastic tax è sul tavolo di Bruxelles per cui la Commissione Europea aveva discusso su un contributo versato da ciascun Paese ma che ha trovato l’opposizione degli industriali delle materie plastiche. Paesi come Finlandia, Gran Bretagna e Germania hanno già da tempo, è il caso della Finlandia che ha tassato gli imballaggi già dal 1997, hanno investito in politiche ambientali e sostenibili come gli imballaggi “a rendere” come anche la Norvegia, ad esempio, dove, ben il 96 % delle bottiglie di plastica va riconsegnato ai negozi e riciclato. “La plastica è un tipo di imballaggio con determinate caratteristiche che riesce a garantire una serie di “barriere” e quindi resistenze all’ossigeno, umidità, gas e resistenza meccanica, gode di un costo basso e certo incontra il favore delle aziende” ci dice Antonietta Cozzolino, dottoranda presso il Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università degli Studi di Salerno, “i biopolimeri si degradano molto più facilmente e non godono della stessa resistenza meccanica. Con una raccolta appropriata e il riciclaggio potrebbero prodursi gli stessi imballaggi senza spreco”

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