Paure premaman capirle e superarle

Natalia Ginzburg in “Discorso sulle donne”, un breve saggio del 1948, scrive:

“Le donne fanno dei figli e quando hanno il primo bambino, comincia in loro una nuova specie di tristezza che è fatta di fatica e di paura e c’è sempre anche nelle donne più sane e tranquille.

È la paura che il bambino s’ammali o è la paura di non avere denaro abbastanza per comperare tutto quello che serve al bambino o è la paura d’avere il latte troppo grasso o di avere il latte troppo liquido, è il senso di non poter più tanto girare i paesi se prima si faceva o è il senso di non potersi più occupare di politica o è il senso di non poter più scrivere o di non poter più dipingere come prima o di non poter più fare delle ascensioni in montagna come prima per via del bambino, è il senso di non poter disporre della propria vita …”

La Ginzburg ci introduce in un panorama tutto femminile, variegato e denso di senso, un periodo che una certa narrazione popolare ci dipinge come roseo e meraviglioso ma che nel profondo nasconde insidie e tremori.

Parliamo delle paure di una donna in gravidanza con la psicologa e psicoterapeuta Fabiana Fratello che ci aiuta a seguire, in termini generali, quel che può accadere nella psiche di una donna prima di dare alla luce un bambino.

Quali sono le paure più comuni durante la gravidanza?

Ansie adattive, preoccupazioni funzionali, le paure più comuni riguardano, in genere, lo stato di salute del bambino, hanno paura che possa nascere con qualche patologia oppure sempre in un range di normalità paura di soffrire durante il parto. Le preoccupazioni riguardano anche il ruolo materno, si ha paura di non essere in grado. Inevitabile il confronto con la propria madre aspetto, questo, che può risvegliare antichi conflitti.

Come distinguiamo una semplice paura da una fobia?

La fobia è una paura che si focalizza su uno specifico stimolo e ha un grado di intensità differente, un livello elevato di ansia porta a strategie di evitamento per eliminare la paura-fobia e lo stato d’ansia che essa determina.

Nel caso di fobia del parto, la tocofobia, quali le misure da adottare?

Sicuramente in questo caso si consiglia il confronto con uno psicologo.

Nel caso della tocofobia ne distinguiamo due tipologie, una tocofobia primaria e una secondaria.

La primaria – così come ci spiega la psicoterapeuta Fratello – riguarda donne che non hanno mai partorito e che potrebbe nascondere traumi irrisolti o abusi.

La secondaria riguarda un trauma da parto e in questo caso parliamo proprio di disturbo post traumatico da stress.

 Queste paure e difficoltà possono influire sulla qualità del rapporto di coppia?

Si certo, in questo caso, la donna potrebbe non sentirsi compresa dal partner. Si consiglia una consulenza psicologica. E, comunque, anche i corsi preparto possono essere d’aiuto per una coppia, in quanto viene dedicato ampio spazio alla figura paterna.

Se parliamo di una donna single che deve affrontare un parto, che consigli può darle?

Le difficoltà sono più o meno le stesse con un’attenzione particolare alle problematiche legate al post partum, anche in questo caso si consiglia un percorso psicologico.

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