Arrampicata? Si con qualche avvertenza

L’arrampicata è lo sport che tra le sue file conta più donne, circa il 30% degli iscritti alla Federazione Italiana Arrampicata, su un totale di 8000 adesioni.

Riconosciuta come disciplina olimpica da pochissimo, il climbing o arrampicata viene riconosciuto come sport nel 1985.

L’arrampicata si è diffusa in tutta Italia proprio in questi ultimi anni con inaugurazioni a catena di spazi appositi nelle palestre e nei centri fitness di tutto lo stivale, i quali dedicano pareti e massi artificiali a coloro che praticano questo sport.

Per realizzare una buona performance sulla parete, in genere pendente e dai massi colorati che ne indicano specifici percorsi, è necessario fare stretching e qualche esercizio per coordinare le dita sul pan gullich, il pannello con i pioli dove attaccarsi, per rafforzare le prese.

Definito uno sport completo, così come il nuoto, l’arrampicata, però, presenta alcune caratteristiche sociali in più,  in quanto, si pratica in coppia e in gruppo.

I movimenti del climbing risultano omogenei e coordinati ottenendo una tonificazione muscolare ottimale, nel dettaglio, di braccia e gambe, nonché glutei e addominali.

Il risultato è uno sviluppo armonico del corpo e una buona regolazione della postura.

Non mancano le avvertenze.

L’arrampicata negli over 45, in quanto sovraccarica le articolazioni dei tendini, potrebbe provocare infiammazioni anche in caso di allenamento non troppo intenso, ragion per cui, alcuni “scalatori” si bendano le mani.

Il rischio di fratture non è da sottovalutare nei 50enni, lo sport del climbing espone chi lo pratica a cadute accidentali che potrebbero lesionare le gambe, come anche bacino e cranio.

Un avvertimento anche per chi soffre di epilessia, in questo caso, il consiglio è quello di praticare l’arrampicata in palestra per evitare ogni sorta di pericolo.

Se poi si pratica l’arrampicata all’aperto e quindi in alta quota, è bene monitorare l’attività cardiaca e respiratoria per conoscere i limiti dello sforzo sostenibile.

Affidarsi, dunque, a un cardiologo o un medico sportivo per effettuare le dovute visite perché è uno sport che richiede prudenza.

Per ogni tipo di informazione è possibile rivolgersi alla Guide Alpine telefonando allo 02/ 29.41.42.11. oppure visitare il sito www.guidealpine.it

 

 

 

 

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