Inquinamento da piombo lo studio sulla “Terra dei Fuochi”

All’interno del piano di monitoraggio della Regione Campania si colloca una ricerca (https://ec.europa.eu/search/?queryText=cani+napoli&query_source=AGRICULTURE&filterSource=europa_default&swlang=en&more_options_language=it&more_options_f_formats=*&more_options_date=*)  sulla Terra dei Fuochi, che in particolare, coinvolge 120 comuni nelle province di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta.

Nel dettaglio, è stata indagata l’area compresa tra il Litorale Domitio-Flegreo, l’Agro Aversano-Atellano, l’Agro Acerrano-Nolano e Vesuviano e la città di Napoli.

Per Terra dei Fuochi connotiamo zone ad alta intensità di roghi di rifiuti che la Legge n. 6 del 06/02/2014 ha posto sotto osservazione “le indagini tecniche per la mappatura, anche mediante strumenti di telerilevamento, dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura, al fine di accertare l’eventuale esistenza di effetti contaminanti a causa di sversamenti e smaltimenti abusivi anche mediante combustione”

Il lavoro di ricerca citato intende verificare l’accumulo di metalli pesanti negli organi utilizzando come matrice i cani randagi dei territori che mostrano evidenti criticità.

I cani randagi, in particolare, posso essere considerati animali sentinella poiché vivono in stretta associazione con gli uomini condividendone lo stesso ambiente senza essere influenzati dagli stili di vita dei proprietari.

Lo studio vuole, inoltre, comparare la presenza di questi contaminanti all’interno di fegato e rene, organi deputati alla metabolizzazione ed all’escrezione

Il valore medio ottenuto per il piombo sui campioni di fegato è di 0,16 mg/kg mentre per il rene è pari a 0,09 mg/kg.

L’applicazione dei test statistici ha evidenziato, inoltre, una differenza significativa tra il valore medio del contenuto di piombo nel fegato che è risultato superiore rispetto a quello rilevato nel rene.

Il test-t applicato ha evidenziato che, per entrambe le variabili (piombo e cadmio), le medie dei gruppi differiscono significativamente tra di loro con un livello di significatività del 95%.

In uno studio simile su cani domestici e randagi, effettuato nella provincia di Napoli le concentrazioni medie nel rene e nel fegato sono risultate rispettivamente 0.26 mg/kg e 0.09 mg/kg, mentre i valori del piombo differiscono sensibilmente per l’area urbana, avendo ottenuto in quei cani valori medi doppi nel fegato (0.32 mg/kg) e tripli nel rene (0.29 mg/kg).

L’inquinamento naturale da piombo si aggira intorno allo 0,002 pg/m3 Pb6 3,6 p/dl,(Istituto di Medicina del Lavoro dell ‘Università di Verona) con una tolleranza nell’uomo pari allo 0,5 µg/m3 e quindi, si può evincere la significativa alterazione dei dati riscontrati.

Le patologie cliniche, cioè, manifestazioni somatiche evidenti sono riscontrabili nella colica da spasmo, l’ipertensione arteriosa e ischemia renale, anemia, patologia vascolare cronica.

La differenza di concentrazione della sostanza tossica in questione è da attribuire con buona probabilità alla maggiore presenza di piombo nel territorio urbano rispetto all’area extraurbana ed è confermato dai dati ottenuti da uno studio effettuato su sangue di cani provenienti dalla città di Napoli e da un’area rurale in provincia di Caserta, anche in questo caso i livelli di piombo nei cani sono risultati più alti in città rispetto all’area extraurbana.

È noto che i metalli pesanti possono essere rilasciati nell’ambiente a causa di un’errata gestione dei rifiuti e questi dati potrebbero essere da supporto alla possibile associazione tra esposizione a rifiuti pericolosi e aumento del rischio di sviluppo di patologie.

 

 

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