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Robot contro il Coronavirus

Lo scoppio della pandemia di infezione Covid -19 ha colpito quasi tutti i continenti che riscontrano un forte aumento dei casi diagnosticati di contagio da virus Sars- CoV- 2.

L’articolo su Science “Combattere COVID-19 – Il ruolo della robotica nella gestione della salute pubblica e delle malattie infettive” è un documento che auspica una collaborazione internazionale per “spezzare le catene della trasmissione del virus”.

In particolare gli scienziati coinvolti nella ricerca chiariscono le potenzialità dei robot in caso di epidemie e malattie infettive.

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I robot, in pratica, possono essere impiegati nella disinfezione così come nella fornitura dei farmaci e l’assistenza alla misurazione dei segnali di vita

Durante l’epidemia di Ebola 2015, spiega il documento, i seminari organizzati dall’Ufficio della politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca e dalla National Science Foundation hanno identificato tre grandi aree in cui la robotica può fare la differenza: assistenza clinica (ad es. Telemedicina e decontaminazione), logistica (ad es. consegna e gestione dei rifiuti contaminati) e ricognizione (ad es. monitoraggio del rispetto delle quarantene volontarie).

In Italia, a Varese si contano sette robot che aiutano i medici e gli infermieri dell’Ospedale di Circolo di Varese a monitorare malati con Covid-19 ricoverati nei reparti di isolamento.

I robot ne misurano i parametri vitali e rispondono alle loro domande, in modo da far loro percepire in misura minore il necessario isolamento.

I robot sono di due tipi e lavorano, uno nel reparto di malattie infettive, e gli altri sei in quello di Medicina ad Alta Intensità.

La robotica però rappresenta un valido aiuto anche, così come continua il documento su Science, per la diagnosi e lo screening, i robot mobili sono d’ausilio per la misurazione della temperatura nelle aree pubbliche e nei porti di ingresso rappresentano un uso pratico delle tecnologie mature.

I sistemi di telecamere automatizzati sono comunemente usati per schermare più persone contemporaneamente in grandi aree. L’integrazione di questi sensori termici e algoritmi di visione in robot autonomi o remoti potrebbe aumentare l’efficienza e la copertura dello screening.

Questi robot mobili potrebbero anche essere utilizzati per monitorare ripetutamente la temperatura dei pazienti ambulatoriali in varie aree degli ospedali con dati collegati ai sistemi di informazione dell’ospedale.

Collegando in rete i sistemi di sicurezza esistenti con un software di riconoscimento facciale, sarebbe possibile ripercorrere i contatti di individui infetti per avvisare gli altri che potrebbero essere a rischio di infezione. Tutto però, nel rispetto della privacy.

Le esperienze legate all’epidemia di Ebola hanno identificato un ampio raggio di casi d’utilizzo dei robot, ma, lamentano gli scienziati “ i finanziamenti per la ricerca multidisciplinare, in collaborazione con agenzie e industria, per far fronte a questi casi d’uso rimangono limitati”.

Oggi, l’impatto di COVID-19 potrebbe guidare ulteriori ricerche nella robotica per affrontare i rischi di malattie infettive.

 

 

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