fbpx

Se bici fa rima con viaggiatrici

In bici contro la sfiducia ci è saltata Mila Brollo, autrice del libro “Biciterapia”: 171 pagine e 2189 km da raccontare.

Bici terapia è il suo diario di viaggio da Gemona del Friuli, dove vive la Brollo, a Lampedusa “per abbattere confini parlando di disagio mentale ed emarginazione sociale”.

Era il 2017.

Mila Brollo si racconta con vivacità già nelle prime pagine di Biciterapia e ci dice che è affetta da diabete di tipo 2 che controlla con un microchip sotto pelle capace di registrare il suo consumo energetico che poi invia alle Università di Pisa e Trieste in valutazione dei benefici della bici sulla sua patologia.

(Leggi anche: https://www.salutebuongiorno.it/2019/10/andare-al-lavoro-in-bicicletta-per-una-vita-migliore/ )

Ma chi è Mila Brollo?

Mila scrive su un blog, il suo blog http://biciterapia.it/:

“Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi rendo conto che dovrei avere più coraggio, mi sento in colpa per quel che avrei potuto fare e non ho fatto, per quel che sarebbe giusto facessi e non faccio. Lavoro ogni giorno con gli ultimi, siano essi folli, migranti, persone con disabilità o in abbandono sociale. Tante volte, il mio sentirmi piccola davanti a queste enormità mi ha paralizzata”.

L’inizio è già la piena narrazione del viaggio fino a Lampedusa e della sua vita tra emarginazione sociale e il valore della comunità che le appartiene e la comunità che intende costruire.

Il dramma dell’immigrazione clandestina come emblema di chi perde la propria comunità di appartenenza, simile a un terremoto, ci immette nel vagabondare alla ricerca di.

“Il punto di partenza e il punto di arrivo sono luoghi colpiti da problemi impossibili da superare senza il sostegno di tutti. Entrambi sono diventati “laboratorio di comunità”, perché succede così nelle grandi tragedie. La distruzione derivante dal terremoto e l’accoglienza di persone che da altre terribili distruzioni scappano hanno bisogno di tutti per tenere viva la speranza. Questo mio viaggio è una sorta di carezza di ringraziamento a tutti coloro che ci hanno aiutato allora, in quel 1976 delle scosse che hanno distrutto Gemona, e al contempo una carezza a chi ora sta vivendo altre terribili emergenze, siano essi “accoglienti” o “richiedenti accoglienza” nelle nostre porte sul mondo. Lampedusa è un luogo protagonista”.

Il lungo percorso in bici e le tappe rappresentano i tasselli che Mila pone in fila col progetto di costruire una comunità che sappia ritrovare un senso perduto.

Durante il suo viaggio, Mila, ha, infatti, incontrato i pazienti affetti da disturbo mentale con le loro famiglie dell’Associazione FareAssieme, del coordinamento nazionale di Parole Ritrovate.

“A Modena ho avuto il primo incontro di Parole Ritrovate, sembrava di essere a casa, tra la mia gente. Ho incontrato un pezzo del mio mondo, fatto di persone vere che hanno sofferto e soffrono senza pudore, ma che mi sanno riconoscere e che io riconosco. Sono stata invitata a una trasmissione di radio LiberaMente, un altro progetto nato da persone con disagio psichico. Questa radio è un progetto di Social Point, una importante realtà che opera in stretto collegamento con il dipartimento di salute mentale di Modena”

“Il Mondo dell’associazionismo che unifica tutta l’Italia per le incredibili risorse umane che vi operano. Persone impegnate volontariamente che investono sforzi e volontà per le nostre città, i nostri territori, la cultura e l’assistenza alle persone in difficoltà. Ne ho incontrate ovunque e ovunque ce ne sarebbero state moltissime altre da incontrare. Una forza viva, vivace e generativa del nostro paese e forse, la vera “rete di salvataggio” dell’intero sistema”

“Nel mio piccolo, ho cercato di sfruttare la visibilità di questo viaggio per illuminare realtà eccellenti che operano spesso al buio e in silenzio. Faccio parte di Parole Ritrovate, un movimento nazionale di utenti, famigliari e operatori della Salute Mentale che, tra le tante cose importanti fatte, ha presentato DDL 2233 a firma dell’Onorevole Casati et al, contenente “Norme per valorizzare, in continuità con la legge 13 maggio 1978, n. 180, la partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale e per promuovere equità di cure nel territorio nazionale”.

Il movimento ha sostenuto e organizzato lungo il suo percorso le prime occasioni di incontro, alle quali, si sono presto aggiunti anche altri Servizi, associazioni, amministrazioni pubbliche.

“Ne ho incontrati davvero tanti: Thiene, Modena, Parma, Bologna, Prato, Grosseto, Roma, Napoli, Vibo Valenzia e Mileto, Messina, Palermo, Lampedusa. Decine e decine di incontri colorati, freschi, frizzanti con varie associazioni di tantissimi ambiti che hanno interagito con la Salute Mentale”.

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *