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Un’estate in cabina

Sarà un’estate autoctona, così come la definisce Luigi De Magistris, primo cittadino di Napoli.

Ancora, la sottosegretaria ai Beni culturali Lorenza Bonaccorsi dichiara “Stiamo lavorando per far sì che si possa andare al mare questa estate”.

Ma che sia un’estate sicura.

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Il settore balneare conta 300 mila lavoratori in trentamila aziende per un totale del 13% del Pil.

Anche la stagione estiva rimarcherà le regole attuali di distanziamento sociale, igiene delle mani e utilizzo di mascherine protettive.

Preparare le spiagge seguendo le regole si traduce in appositi distanziamenti per lettini e ombrelloni.

Spunta in Romagna l’idea di fornire gli stabilimenti balneari di lastre di plexiglass per creare delle piccole cabine, aree – ombrellone.

L’idea è del gruppo Nuova Neon di Modena ma la proposta è stata bocciata sul nascere poiché incompatibile con gli standard di accoglienza degli stabilimenti turistici.

La proposta non ha tenuto conto delle categorie del settore balneare, rispondono gli addetti ai lavori che propongono, invece, l’utilizzo di pedane che diffondono disinfettanti.

O ancora, pensare a tunnel attraverso cui le persone possono passare detergendosi e disinfettandosi.

Gli epidemiologi parlano di un turismo estivo prettamente locale con spiagge gestibili dal punto di vista sanitario.

Necessario, cioè, sarà mantenere le distanze, evitare assembramenti ricorrendo, ad esempio a ingressi scaglionati.

Ma la stretta dei balneari si traduce nella richiesta di agire chiedendo un incontro col governo.

Al momento sappiamo che tutto quel che concerne i servizi della ristorazione e bar sarà necessariamente usa e getta e che sarà obbligatorio indossare dispositivi di protezione.

Un’estate complicata, per tutti.

 

 

 

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