Coronavirus la terapia del plasma

L’emergere del nuovo Coronavirus umano SARS-CoV-2 a Wuhan, in Cina, ha causato un’epidemia mondiale di malattie respiratorie (COVID-19).

Mancano attualmente vaccini e terapie mirate per il trattamento di questa malattia.

La rivista Nature Communication riporta la ricerca su un anticorpo monoclonale umano che neutralizza SARS-CoV-2 (e SARS-CoV) nella coltura cellulare. (https://www.nature.com/articles/s41467-020-16256-y#Abs1)

Questo anticorpo cross-neutralizzante prende di mira un epitopo comune su questi virus e può offrire il potenziale per la prevenzione e il trattamento di COVID-19

Gli anticorpi monoclonali rappresentano uno strumento importante perché si riduce il tempo della fase di sperimentazione clinica e sono utili per la cura dei pazienti infetti.

Il vaccino è un obiettivo che ha tempi più lunghi e un iter più complicato in vista di un programma globale per la prevenzione da Coronavirus.

Al momento c’è necessità disporre di farmaci specifici e i monoclonali sono farmaci specifici di rilevanza.

La terapia del plasma si basa sul prelievo del plasma (separandolo da sangue) dal paziente guarito.

In questo modo si hanno a disposizione gli anticorpi già sviluppati per il paziente in cura così da sostenerlo nella lotta alla malattia.

La base teorica da cui partono questo tipo di terapie è la sintesi di anticorpi che possono essere usati nella terapia dell’infezione.

Nel caso della terapia a base di plasma:

“Anche gli esperimenti col plasma dei guariti come quelli effettuati a Pavia e a Mantova vanno in questa direzione: il principio è lo stesso, solo che qui si usano anticorpi purificati e prodotti in laboratorio e lì si usa il plasma dei pazienti”, ha precisato Novelli genetista all’Università di Tor Vergata all’ Agi.

Il primo dato necessario è disporre, quindi, di un ampio numero di persone guarite disponibili a donare.

Si parla, però anche di casistica, nel senso che si necessita di abbastanza pazienti perché soltanto su grandi scale si potrà stabilire se la cura del plasma funziona contro il Coronavirus.

Partita, intanto, la sperimentazione in Toscana della terapia del plasma.

Lo scorso sabato il professor Francesco Menichetti, direttore di malattie infettive all’azienda ospedaliero universitaria di Pisa, ha eseguito la prima infusione al paziente 1 del progetto.

La sperimentazione è rivolta a pazienti non gravissimi, per cercare di capire se il plasma dei guariti da Coronavirus, con i relativi anticorpi, riesca ad evitare che i ricoverati si aggravino e finiscano in terapia intensiva.

La procedura da seguire non è agile.

Si pone, ad esempio, il problema della privacy, in quanto i centri sangue possono contattare direttamente chi è guarito dopo un ricovero in ospedale, ma non chi è guarito a domicilio, servono donatori.

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