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L’insostenibile leggerezza di un abbraccio

Lo dicevano e scrivevano in tanti che dopo il lockdown la prima cosa che avrebbero fatto sarebbe stata quella di dare un abbraccio ai cari.

Ancor più dello spostarsi, ciò che è veramente mancato a tutti è il contatto fisico.

A delineare i tratti di un’Italia provata e impaurita dal virus, stavolta, è proprio l’irrazionalità dei sentimenti.

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La società Reply si è occupata di analizzare i big trend di Google sulle ricerche effettuate dagli italiani durante il lockdown.

Gli italiani si sono distinti per famiglia e solidarietà.

Uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society – Biological Sciences, ha valutato la capacità nei bambini di operare scelte che generalizzavano e acuivano il vantaggio per tutti i partecipanti o che riducevano questo vantaggio per tutti accrescendo quello personale.

Mentre i più piccoli d’età operavano in vista di un vantaggio collettivo, quelli più grandi hanno pensato ad accrescere il vantaggio personale, vale a dire, agiamo anche secondo principi cooperativi, ciò che definiamo come abilità sociali.

La tenerezza dell’abbraccio tanto agognata è limitata dalla paura di contagiare un caro e la paura del ritorno di forti misure sociali di tipo restrittivo.

Responsabilità e carenza affettiva, un grande dissidio.

La “rule of thumb” ovvero “regola a occhio e croce” rappresenta un tipo di scelta che non prevede una complessità di giudizio, ma una semplificazione di fronte a una scelta complicata

Rappresenta la sospensione di una valutazione razionale e l’avvio di un processo di semplificazione.

Il contatto fisico e il desiderio di stringersi in un abbraccio è un dato che è stato analizzato essenzialmente dai Social Network per cui si rileva che dal 9 marzo, inizio del lockdown, in Italia si è verificata un sensibile aumento di pubblicazioni inerenti alla mancanza del contatto fisico.

La società Reply ha evidenziato proprio come caratteristica dello Stivale l’impossibilità dell’abbraccio come fattore destabilizzante.

Ci si è adoperati con video chiamate e video conferenze, a rimarcare un forte senso di appartenenza al nucleo, familiare e amicale.

Alla riapertura della vita sociale assistiamo al dissidio tra la ragione e i bisogni dell’anima che ciascuno valuterà e risolverà non senza le ragioni della cautela.

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