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Memoria e ricordi. C’è qualcosa di indimenticabile

La memoria umana, seppur riesca a selezionare ciò di cui ha bisogno di ricordare, non è editabile, resettabile, riprogrammabile.

Vale a dire che, nonostante studi sulla manipolazione mnemonica, ci sono eventi, spesso legati a veri e propri traumi, che non riusciamo a cancellare.

Dalla fantascienza di tarkovskijana memoria, come accade nel film Solaris dove il protagonista vive ancora dei ricordi della perduta moglie, ai più recenti Se mi lasci ti cancello di Gondry, la memoria o meglio i ricordi più profondi, sembrano essere oggetto di forte interesse societario e scientifico.

Gli studi dei neuroscienziati si concentrano sugli invertebrati ma cancellare i ricordi per un uomo non è possibile.

Questi studi si pongono come obiettivo la perdita del dolore che associamo a determinati eventi del passato, così come si legge su uno studio pubblicato dalla rivista Nature dei due statunitensi Elizabeth Phelps e Stefan Hofmann.

Nella mente umana un ricordo traumatico produce numerose espressioni mnemoniche.

Se il ricordo riaffiora allora ci riconnettiamo con quella specifica area emozionale e fisiologica, in questo modo, allora, se pure potessimo editare il ricordo in sé, rimarrebbero, comunque, attive tutte le altre forme di memoria connesse e che coinvolgono diverse altre aree cerebrali, come ad esempio l’amigdala.

La Scienza, ad oggi, si concentra sul “debriefing” una tecnica che si basa sulla possibilità di parlare dell’evento traumatico subito dopo che è accaduto, eppure sembra che in questo modo non si faccia altro che rafforzare il ricordo e il dolore ad esso associato.

Alcuni farmaci come un beta-bloccante, il propanolo, sono stati usati per ridurre il consolidamento mnemonico dopo un evento traumatico, ciononostante, l’incidenza sul Disturbo post traumatico da stress generato dall’evento, non risulta ridotto, almeno fino ad oggi.

Leggi anche: https://www.salutebuongiorno.it/2020/03/stress-ed-emozioni-imparare-a-gestirle/

 

 

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