fbpx

Ginseng per aiutare fegato e sistema nervoso

La parola ginseng, Panax ginseng, è di derivazione greca, composta dall’aggettivo “panax”, dal greco panákeia, parola composta da pân: tutto e da akéomai: curo, guarisco.

Gli usi medicali della radice provengono dall’Oriente, dove si pensava potesse guarire la tubercolosi nonché problemi legati al sistema nervoso centrale.

In Italia, il ginseng è ritenuto un integratore alimentare che dà tono, utile per affrontare periodi di stress o quando ci si sente stanchi e spossati.

Insieme allo zafferano (Zafferano la pianta della saggezza e della giovinezza) è riconosciuto come una pianta dagli effetti benefici sullo stato sessuale della persona e anche per il benessere del fegato, poiché favorisce la rimozione delle tossine dall’organo.

Una ricerca dell’Università di Yonsei, in Corea del Sud, mostrerebbe come il ginseng costituisca un rimedio anche nel trattamento della disfunzione erettile, poiché agisce sul piano fisico e mentale come afrodisiaco, potenziando la fertilità.

Ancora uno studio, recente, sulla radice asiatica condotto dalla Tongji University School of Medicine in Cina è stato pubblicato dalla rivista Ethnopharmacology.

Lo studio avrebbe appurato, sugli animali, come le proprietà di una proteina del ginseng possa proteggere il cervello da malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson, e favorire il recupero dopo un ictus ischemico.

Contiene, questa radice, ginsenosidi, sono vitamine del gruppo B e C, amminoacidi e olii essenziali, ottimi per abbassare il colesterolo e contrastare la formazione di radicali liberi, con un effetto benefico sulle pareti vascolari e sul sangue.

Inoltre favorirebbe la capacità di resistenza dell’organismo alla stanchezza e agli eventi climatici avversi, equilibrando il consumo delle riserve energetiche.

Leggi anche: Zenzero: spezia antidolorifica che protegge il cuore

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *