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Germogli buonissimi e facili da coltivare

Nei germogli troviamo una potente quantità di proteine, minerali, zuccheri di qualità e vitamine.

Semi e germogli sono estremamente poveri di grassi mentre le vitamine, rispetto alla pianta adulta, sono presenti fino al doppio.

Sali minerali e specifici oligoelementi che sono contenuti nel seme, sono nel germoglio più facilmente assimilabili dato che vengono chelati con gli amminoacidi aumentando così la quota amminoacidi presente, studi confermano, inoltre, la presenza di sostanze anticancerogene.

I germogli vantano un’antica tradizione che parte dagli egiziani e antichi romani, ponte tra la tradizione culinaria orientale e occidentale.

In forte crescita, il settore dei germogli, anche detto microgreen, seppur spesso assimilati in regimi macrobiotici, devono all’antica Cina la loro fama di prodotto antinvecchiamento e toccasana per il sistema immunitario.

Nel mondo occidentale i più conosciuti sono i germogli di soia, ma sotto forma di germogli troviamo i legumi, i germogli di riso o di miglio nonché i germogli di cereali.

In botanica parliamo di una micro piantina che si sviluppa dal seme ben innaffiato da non confondere con la parte giovane della pianta.

I germogli possono, in tavola, essere un ottimo contorno ma usati anche come veri integratori alimentari.

Possiamo utilizzarli già agli inizi della primavera per combattere la stanchezza caratteristica del periodo.

La biologia ci aiuta a capire come possano rappresentare un concentrato così potente di vitamine e Sali minerali; in pratica il seme al suo germogliare utilizza molta energia.

Avendo a disposizione tutti i micronutrienti che occorrono ha bisogno dei supporti vitaminici e delle molecole di supporto per crescere.

Potente sarà, allora, la quantità di vitamine come la vitamina B12 e la vitamina C che consentono una efficace disintossicazione epatica e aiutano il nostro metabolismo a ripartire seppur con uno scarsissimo apporto calorico

In casa possiamo coltivarli facilmente, possiamo far germogliare semi di grano tenero, di kamut o di orzo, ma anche usare avena, riso, soia verde, i fagioli azuki, oppure i semi di lino, insomma, dipende esclusivamente dai gusti.

In sostegno all’autoproduzione troviamo dei germogliatori che aumentano la resa di germogliazione.

Questi germogliatori ci aiutano nel controllo della quantità d’acqua, in modo che i semi non ammuffiscano.

L’apporto d’acqua deve essere costante insieme a una buona esposizione alla luce da cui deriva la concentrazione di clorofilla, infine dovremmo monitorarne la temperatura.

In libreria troviamo il libro “Il grande manuale dei germogli” della nutrizionista e chef vegetariana Carole Dougoud Chavannes che ci spiega come i germogliati contengano molto di tutto quello di cui il nostro organismo ha bisogno.

 

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