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Scacchi a scuola. Bambini più felici e più abili

Gli scacchi non solo favoriscono le abilità cognitive ma agiscono come modificatori di alcune aree cerebrali ampliandone capacità di ragionamento, pianificazione e attenzione.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Plos One” ha analizzato come la conoscenza acquisita attraverso il gioco degli scacchi potesse essere trasferita al dominio della matematica.

In pratica, la ricerca è stata svolta nelle scuole della città di Aarhus in Danimarca, dove si è operata una semplice sostituzione: giocare a scacchi una volta a settimana anziché studiare la matematica.

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I risultati sono stati estremamente soddisfacenti e hanno rilevato come questa metodologia avesse effetti positivi, soprattutto, sui bambini più annoiati alle lezioni o bambini dal temperamento triste.

Gli autori dello studio, Michael Rosholm, Mai Bjørnskov Mikkelsen e Kamilla Gumede hanno dimostrato come insegnare ai bambini a giocare a scacchi possa aiutarli ad acquisire abilità cognitive, comprese le abilità matematiche, direttamente e indirettamente attraverso fattori non cognitivi.

“In questo studio, indaghiamo se l’insegnamento degli scacchi porta a miglioramenti nei punteggi dei test di matematica dei bambini della scuola primaria in Danimarca rispetto a un gruppo di confronto che riceve lezioni di matematica ordinarie”, scrivono gli autori.

Nello specifico, confrontando la sostituzione di una lezione di matematica settimanale “normale” con una lezione di matematica basata sull’insegnamento degli scacchi in un campione abbastanza ampio di scolari danesi, si è controllato ampiamente il background dei genitori e dei bambini utilizzando un ricco set di dati basato su registri amministrativi”.

Per comprendere e valutare le posizioni degli scacchi, è necessario tenere conto dei diversi schemi di mobilità dei pezzi, che richiedono intelligenza fluida e capacità di concentrazione. 

È quindi necessario formulare e valutare possibili mosse, che richiedono funzionamento esecutivo, riconoscimento di schemi e pensiero critico. 

Per questi motivi gli scacchi possono portare a miglioramenti cognitivi.

Esistono, inoltre, una serie di regole di condotta durante una partita a scacchi; ti stringi la mano all’inizio e alla fine di una partita, ti siedi in silenzio durante la partita, discuti spesso della partita con il tuo avversario o con i compagni di squadra in seguito, insegnandoti così come imparare dai tuoi errori e ispirando e illustrando i potenziali guadagni dall’apprendimento.

In quanto tale, gli scacchi richiedono sia abilità cognitive (attenzione, percezione, elaborazione delle informazioni, memoria e risoluzione dei problemi) che abilità non cognitive (pazienza, disciplina, autocontrollo e abilità sociali).

Il rafforzamento di questi set di abilità attraverso gli scacchi può rivelarsi utile per il rendimento scolastico dei bambini.

Inerente a questo suggestivo postulato è la convinzione che le abilità acquisite attraverso gli scacchi possano essere trasferite ad altri domini, come, in particolare, quello della matematica.

Gli autori dello studio sugli scacchi hanno scoperto che sostituire una lezione settimanale di matematica tradizionale con una basata sull’istruzione di scacchi tendeva ad aumentare i risultati successivi nei punteggi dei test di matematica.

Le analisi dei sottogruppi hanno rivelato che l‘effetto era limitato ai bambini annoiati e infelici.

Ciò potrebbe indicare un effetto indiretto dell’insegnamento degli scacchi sulla matematica attraverso una riduzione della noia e una maggiore felicità.

In conclusione, lo studio ha dimostrato i potenziali effetti benefici delle istruzioni di questo gioco.

“Inoltre, i nostri risultati confermano gli studi esaminati sull’affetto e sul rendimento scolastico, dove la felicità è stata correlata all’aumento del rendimento scolastico”.

 

 

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