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Aglio germogliato quello scarto da rivalutare

Dopo qualche giorno dall’acquisto di un piccolo cespo d’aglio, è possibile assistere al suo “germogliare” così come comunemente si dice.

Quest’aglio germogliato, poco alla ribalta dell’attenzione di consumatori e scienziati, viene di solito cestinato, eppure andrebbe conservato e utilizzato in cucina al pari dell’aglio fresco.

Pubblicata dal Journal of Agricultural and Food Chemistry dell’ACS,  infatti, divulghiamo la ricerca condotta da Jong-Sang Kim e il suo gruppo di ricerca “La germinazione dell’aglio è associata a una maggiore attività antiossidante e cambiamenti concomitanti nel profilo dei metaboliti”.

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Stando alle conclusioni della ricerca, l’aglio germogliato, al pari di altri studi che hanno dimostrato come fagioli e cereali germogliati abbiano una maggiore attività antiossidante, svolge un’attività antiossidante più elevata rispetto ai bulbi più freschi e più giovani e ha metaboliti diversi, suggerendo che produce anche sostanze diverse.

Gli estratti di questo aglio hanno persino protetto le cellule in laboratorio da alcuni tipi di danni.

“Pertanto, la germinazione può essere un modo utile per migliorare il potenziale antiossidante dell’aglio”, concludono i ricercatori.

In pratica questo tipo di aglio germogliato ha un’attività antiossidante ancora più salutare per il cuore rispetto alle sue controparti più fresche.

Jong-Sang Kim e colleghi notano che la popolazione ha usato l’aglio per scopi medicinali per migliaia di anni.

 

Oggi, le persone ne celebrano ancora i benefici salutari.

Mangiare aglio o assumere integratori di aglio è pubblicizzato come un modo naturale per ridurre i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna e il rischio di malattie cardiache.

Può anche rafforzare il sistema immunitario e aiutare a combattere il cancro, tutte qualità e proprietà che addebitiamo, in conclusione, non solo all’aglio fresco ma anche e in misura più efficace, a quello germogliato.

Leggi anche: Aglio tra mito e scienza

 

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