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Chiedimi se sono felice. Le donne in lockdown

La condizione delle donne in lockdown non solo si contraddistingue per la rinuncia al tempo dedicato al proprio lavoro e a sé stesse, ma denota uno squilibrio familiare che le vede impegnate sul fronte della cura della casa e dell’assistenza familiare, con un carico maggiore rispetto ai membri familiari di sesso opposto.

Una rinuncia, quella del tempo per sé stesse e del proprio lavoro, che peggiora la loro percezione del benessere e le rende più infelici degli uomini.

Una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Pnas dell’Università di Princeton, ha svolto un’indagine multipaese evidenziando le differenze di genere nella gestione del proprio tempo.

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Uomini e donne in lockdown di da Stati Uniti, Canada, Danimarca, Brasile e Spagna, sono rientrati in un campione d’indagine comprendente 4.535 soggetti, una meta e mega -analisi che riscontra, così come scrivono gli autori dello studio: “Differenze di genere consistenti nel tempo dedicato alle necessità. Durante la pandemia, le donne in lockdown, soprattutto le madri, dedicavano più tempo a compiti come l’assistenza all’infanzia e le faccende domestiche. Nella misura in cui le donne in lockdown trascorrevano più tempo nelle faccende domestiche rispetto agli uomini, riferivano una minore felicità”

Un’indagine rigorosa che ha surclassato il concetto di produttività, oggetto d’indagine più quotato dall’inizio della pandemia, per concentrarsi su quello di felicità.

3 milioni di utenti hanno riscontrato che il tempo trascorso nelle riunioni diminuiva mentre la giornata lavorativa media si espandeva, con più tempo dedicato a rispondere alle e-mail, scrivono gli autori.

Così come suggerisce questa ricerca, il COVID-19 ha trasformato il modo in cui le persone trascorrono il loro tempo.

“Tuttavia, nessuna ricerca empirica ha esaminato l’uso del tempo oltre la produttività.”

Con questo documento, i ricercatori hanno cercato di capire come i diversi gruppi di persone nei paesi hanno trascorso il loro tempo durante la pandemia, osservando

se le differenze nell’uso del tempo predicessero differenze nel benessere soggettivo.

L’uso del tempo e la conseguente percezione della felicità è una relazione che dipende da fattori come la ricchezza e altre caratteristiche demografiche.

Trascorrere del tempo in attività ricreative attive come socializzare o fare esercizio fisico può promuovere la felicità.

Tuttavia, alcuni gruppi della società, principalmente donne a basso reddito, tendono a dedicare la maggior parte del loro tempo alle necessità come le faccende domestiche e le responsabilità di custodia, lasciandole “poveri di tempo” e con poco tempo per le attività del tempo libero.

Il COVID-19 offre un’opportunità per studiare le differenze nell’uso del tempo e sulla percezione della felicità per due ragioni principali.

In primo luogo, recenti stime dell’organizzazione Gallup suggeriscono che il numero medio di giorni in cui le persone in tutto il mondo hanno lavorato da casa è più che raddoppiato durante la pandemia rispetto all’autunno 2019.

I membri che lavorano da casa dovrebbero, in teoria, compensare o almeno ridurre il divario di genere nel tempo dedicato alle necessità tra madri e padri, ma dai sondaggi somministrati da metà marzo e metà giugno 2020, si evince che le donne in lockdown hanno rinunciato a ingenti quantità di tempo per sé per la custodia e la cura della famiglia, una scelta che le rende meno felici degli uomini.

 

 

 

 

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