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Probiotici per il benessere dell’intestino

I probiotici consumati con gli alimenti contribuiscono al mantenimento della salute del microbiota, più comunemente “microflora intestinale” e riescono a ristabilire condizioni di equilibrio in un microbiota aggredito da fattori patogeni o da stress fisici.

La salute del microbiota è parte di un sistema-benessere ampio, non a caso definito il “secondo cervello” l’intestino interessa una zona di superficie molto ampia che è seconda soltanto a quella respiratoria.

L’epitelio intestinale, infatti, ospita il maggior numero di cellule del sistema immunitario un numero di cellule del sistema nervoso secondo solo al cervello.

Epitelio (e muco) formano la barriera mucosa, che rappresenta una difesa contro fattori potenzialmente patogeni che transitano nel lume intestinale.

La mucosa intestinale è dunque fittamente popolata di batteri, dai quali dipende il mantenimento nel tempo della funzionalità di barriera.

Un ecosistema che per il suo stato di salute deve godere di due specifiche caratteristiche ovvero la biodiversità dei ceppi che lo formano e la loro presenza in concentrazioni adeguate.

Va ribadito che il microbiota di ogni individuo ha una sua specifica “impronta digitale batterica”, cioè un profilo di specie suo proprio, che non è necessariamente comune a quello di altri individui.

Per probiotici definiamo microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo.

Nell’ottobre 2013, un panel internazionale convocato dall’ISAPP (International Association for Probiotics and Prebiotics) ha rilasciato un Documento di Consenso, scrive Lorenzo Morelli, Preside Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali – Direttore Istituto di Microbiologia e Centro Ricerche Biotecnologiche, Università Cattolica di Piacenza, per la rivista Nutrition Foundation of Italy.

Il documento citato conferma le proprietà che permettono di definire un probiotico come tale, ovvero: l’essere un batterio vivo, essere somministrabile in quantità adeguate e indurre in questo modo effetti benefici nell’ospite (microbial, viable and beneficial to health).
I probiotici sono validati, dunque, come sostanziali presidi nella prevenzione e nella terapia di diversi disordini gastrointestinali.

Diarrea infettiva, diarrea post-antibiotica, costipazione, sindrome del colon irritabile, dolore addominale e meteorismo, fino alla colite ulcerosa si è, difatti, dimostrato l’efficacia preventiva e terapeutica di diversi ceppi di probiotici in tutte queste situazioni patologiche.

Per questa funzione sono stati pensati, realizzati e resi disponibili nella grande distribuzione gli yogurt e i latti fermentati per uso quotidiano, quale veicolo di probiotici in grado di salvaguardare l’equilibrio del microbiota.

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