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Aria condizionata: cosa c’è da sapere

L’aria condizionata è oggetto di una ricerca italiana pubblicata sulla rivista “Clinical and Translational Allergy

La ricerca accerta come l’esposizione all’aria fredda possa indurre, anche in soggetti senza malattie respiratorie, alterazioni delle vie aeree.

Scrivono gli autori: “L’esposizione all’aria fredda  può aumentare il numero di granulociti e macrofagi nelle vie aeree inferiori.

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Inoltre, la compromissione della funzione mucociliare respiratoria correlata al freddo può inibire la rimozione degli inquinanti”.

Che l’aria condizionata non sia una soluzione decisamente salutare per l’organismo è un argomento datato, ma la ricerca di Gennaro D’Amato ci spiega come sia il cambiamento repentino di temperatura a danneggiarci maggiormente.

Quel passaggio immediato dal caldo al freddo rende impossibile un processo di adattamento, stimolando così infiammazioni e irritazioni delle vie aeree.

Quel che accade, in altri termini, è una diminuzione dell’attività delle cellule del sistema immunitario presenti nelle mucose, i macrofagi.

I macrofagi sono definiti come degli spazzini del corpo e rappresentano una prima e valida difesa contro i germi.

L’aria condizionata, allora, ci metterebbe a un rischio più elevato di contrarre infezioni ai bronchi e ai polmoni, quali bronchiti e polmoniti.

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I filtri poco puliti del condizionatore, infatti, veicolerebbero microrganismi potenzialmente dannosi.

L’aria condizionata in macchina, per fare un esempio, potrebbe rappresentare un rischio per la salute delle vie aeree qualora tappetini e cruscotto non risultassero adeguatamente puliti.

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Un rischio che riguarda tutti, ma in particolare soggetti allergici ai pollini e chi soffre di malattie respiratorie.

Lo stesso discorso vale per i soggetti asmatici.

L’aria condizionata, poi, ha effetti dannosi su tutto l’organismo.

Torcicollo, strappi e contratture ma anche mal di schiena e mal di testa.

La ricerca ci spiega come l’aria condizionata mal utilizzata possa provocare anche mal di denti.

 

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