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Disturbo bipolare come gestirlo

Il disturbo bipolare è caratterizzato da una polarità antitetica per cui, il soggetto che ne soffre, vive un’alterazione dell’umore che ne determina depressione e stati di euforia.

Patologia che affliggeva il pittore olandese Vincent Van Gogh, il disturbo bipolare è una condizione disfunzionale che destabilizza la persona e che influenza negativamente le sue attività, dallo studio al lavoro, alla vita sociale.

Conosciamo due tipologie di disturbo bipolare, il tipo 1 e il tipo 2.

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Bel disturbo di tipo 1 assistiamo a un’alternanza di fasi maniacali e fasi depressive, mentre nel tipo 2 non si presentano fasi manicali, di eccitazione vera e propria, ma vediamo un’alternanza di fasi ipomaniacali, cioè di eccitazione moderata e fasi depressive .

La fase depressiva si presenta come una depressione unipolare, stato di tristezza, demotivazione e sconforto.

Al contrario, durante la fase maniacale la persona nutre uno sfrenato ottimismo, vive una fase euforica ed energica.

Difficile da gestire queste due fasi contrarie, sia per il soggetto che le vive sia per chi gli sta intorno.

Una vita resa difficile dal disturbo bipolare e che vede sgretolarsi ogni tipo di continuità per quel che concerne la sfera degli impegni, studio e lavoro e interruzioni delle relazioni sociali.

Una patologia che richiede terapie lunghe, per evitare l’insorgere di nuovi episodi, così come riporta uno studio americano pubblicato dal Journal of Affective Disorders , per cui anche trascorsi 4 anni da un episodio maniacale è possibile ricadere in uno stato patologico per il 50% di probabilità.

L’interferenza nella vita del disturbo bipolare è grave e richiede l’intervento di un medico perché la patologia non leda il sistema di affetti e relazioni del soggetto che ne soffre e la sfera del lavoro.

disturbo bipolare

Farmaci e un percorso psicoterapeutico rappresentano il trattamento adatto a questo tipo di alterazione dell’umore.

La scienza individua nella terapia psicoeducazionale un rimedio alla stabilizzazione del paziente, un metodo che si è rivelato efficace per evitare ricadute.

I farmaci riescono ad incidere, inoltre, sul ripristino del ciclo veglia- sonno.

È l’insonnia, infatti, a caratterizzare il disturbo bipolare, individuata come campanello d’allarme, un sintomo chiave della patologia.

L’obiettivo della cura è stabilizzare il tono dell’umore e la ripresa di una solida progettualità.

 

 

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