Emicrania e alimentazione nei bambini

Esiste un legame tra emicrania e alimentazione in età pediatrica?

L’emicrania è una patologia che riguarda il 10% della popolazione pediatrica.

Un dato fortemente critico se si pensa che di questi, il 5% dei casi può sviluppare la patologia in forma cronica.

L’obesità rappresenta un fattore a rischio per lo sviluppo della patologia e, quindi, un controllo dell’alimentazione può rappresentare una strategia adeguata in un’ottica di prevenzione.

Il tema dell’emicrania e alimentazione è oggetti di studio, la ricerca: “Verità e miti sull’emicrania pediatrica e sulla nutrizione” pubblicata dalla rivista Nutrients è stata condotta dal dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

Secondo i ricercatori le cause scatenanti dell’emicrania in età pediatrica sono molteplici, con un dettagliato focus sulle cause emotive, quali ansia e stress, ma anche su specifici alimenti, ponendo attenzione, quindi, proprio sul rapporto tra emicrania e alimentazione.

Lo studio fa chiarezza su come l’assunzione di cibi quali il cioccolato, insaccati e dolcificanti, non rappresentino dei reali pericoli nell’insorgere dell’emicrania.

emicrania e alimentazione

Nel dettaglio, per i dolcificanti non esistono dati scientifici che provino il suo legame con l’emicrania pediatrica.

A differenza, invece, della caffeina, la cui anche sospensione può scatenarne un attacco.

In altre parole, più che evitare specifici alimenti, bisognerebbe agire sullo stile alimentare dei bambini, in quanto, a detta degli autori, le abitudini alimentari giocano un ruolo importante nello scatenare il mal di testa nei bambini e negli adolescenti.

Diversi studi condotti sia su bambini che su adulti hanno mostrato che la percentuale di pazienti con mal di testa  che segnalano un particolare alimento o bevanda come scatenante di un attacco di cefalea varia dal 7% fino al 44%, con molti soggetti che riportano più di un trigger dietetico.

Scrivono gli autori: “Un’indagine su 120 bambini con emicrania ha mostrato fattori dietetici responsabili di scatenare un attacco nel 38% dei casi (cioccolato: 17%; formaggio: 16%; agrumi: 5%).

Uno studio più recente di Neut et al. ha mostrato che il 32,3% dei bambini e adolescenti con emicrania ha riportato fattori scatenanti alimentari (cioccolato: 11,8%; cola: 8,8%; bibite: 3,9%; agrumi: 3,9%; formaggio: 3,9%).

Diversi cibi e bevande sono stati pensati per scatenare attacchi di emicrania: cioccolato, caffè, noci, salame, bevande alcoliche (soprattutto vino rosso e birra), latte, agrumi e formaggio.

Gli ingredienti più frequenti dichiarati di avere un effetto pro-emicrania erano caffeina, glutammato monosodico, dolcificanti artificiali, nitriti, glutine e ammine biogene (uovo, istamina, tiramina e feniletilammina”.

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“In conclusione- scrivono gli autori – la relazione tra cibo ed emicrania rimane poco chiara e non tutti i cibi pro-emicrania attiveranno un attacco di cefalea in ogni paziente con mal di testa”.

Per quanto riguarda il ruolo del cibo come fattore scatenante, mentre alcuni nutrienti sembrano svolgere un ruolo nell’indurre attacchi di mal di testa, è necessario verificare lo stretto rapporto causa-effetto prima di apportare modifiche dietetiche restrittive.

 Alcuni dati suggeriscono che un certo stile dietetico in grado di prevenire il sovrappeso e l’obesità sia associato ad un’evoluzione favorevole dell’emicrania, rimarcando un legame tra emicrania e alimentazione.

Infine, alcuni nutrienti possono avere un ruolo terapeutico.

 

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