Il vocabolario emotivo

Il vocabolario emotivo è un insieme di espressioni che utilizziamo generalmente per indicare i nostri stati emotivi.

Secondo i principi della linguistica l’ampiezza e la varietà del nostro vocabolario emotivo ci raccontano e descrivono qualcosa sulle nostre esperienze emotive.

Un’indagine attuale svolta Vera Vite, Ryan L. Boyd & James W. Pennebaker è stata pubblicata dalla rivista Nature.

L’attuale indagine misura i vocabolari delle emozioni attive nel linguaggio naturale generato dai partecipanti e ha esaminato le loro relazioni con le differenze individuali di umore, personalità e benessere fisico ed emotivo. 

Un primo studio analizza i saggi sul flusso di coscienza di 1.567 studenti universitari, mentre un secondo analizza i blog pubblici scritti da oltre 35.000 persone.

Le parole sono simboli che corrispondono a concetti ed esperienze, da questo punto di vista, dovrebbe esserci un ampio allineamento tra vocabolari attivi ed esperienza. 

Nello specifico, il vocabolario emotivo potrebbe corrispondere alle esperienze per ragioni che non si escludono a vicenda. 

Primo, i vocabolari attivi forniscono una finestra sulle abitudini mentali.

Questo principio linguistico è diventato una premessa centrale della ricerca sulla personalità: i vocabolari attivi possono parlarci dei concetti che le persone usano maggiormente nel loro pensiero ovvero, un individuo può semplicemente aver sviluppato una più ampia varietà di etichette per certe emozioni attraverso esperienze più frequenti di esse.

In secondo luogo, il vocabolario emotivo può riflettere competenza o interesse. 

“Lévi-Strauss raccontò notoriamente che i cacciatori-raccoglitori indigeni nelle Filippine nominarono facilmente oltre 450 piante, 75 uccelli e 20 varietà di formiche” scrivono gli autori.

Lévi-Strauss ha ipotizzato che l’interesse possa aver motivato queste tassonomie estremamente diverse. 

vocabolario emotivo

Tornando allo studio citato, si evinceva che, rispetto al vocabolario emotivo, la scrittura del flusso di coscienza, con la sua natura non strutturata, rappresenta un’opportunità ideale per indagare i marcatori linguistici delle differenze individuali.

Entrambe le analisi citate producono risultati coerenti con il fatto che la ricchezza del vocabolario emotivo corrisponde ampiamente all’esperienza. 

Un vocabolario emotivo che descrive bene le emozioni negative si correla a un maggiore disagio psicologico e a una salute fisica più scadente.

 I vocabolari di emozioni positive più ampi sono correlati a un maggiore benessere e a una migliore salute fisica. 

I risultati supportano le teorie che collegano l’uso e lo sviluppo del linguaggio con l’esperienza vissuta e potrebbero avere implicazioni cliniche future in attesa di ulteriori ricerche.

 

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