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Olio di lavanda nel mirino Ue

L’olio di lavanda potrebbe essere messo al bando dall’Unione Europea entro il 2022.

La decisione rientra in un piano di riduzione dell’esposizione a molecole tossiche per l’uomo, e di conseguenza, la pianificazione di misure restrittive su quel che concerne anche l’aromaterapia.

L’aromaterapia e l’impiego di oli essenziali tra cui l’olio di lavanda, non è certo un percorso medico e quindi non potrebbe sostituire la medicina tradizionale ed esistono piccole regole perché questi aromi e questi profumi abbiano quell’effetto desiderato.

Nel dettaglio l’olio di lavanda favorisce il sonno ed ha la facoltà di ridurre piccoli stati d’ansia.

Perché, però, gli oli essenziali possano agire favorevolmente sul nostro organismo, è necessario che risultino di origine naturale al 100% perché si scongiuri la presenza di composti sintetici e potenzialmente tossici.

olio di lavanda

Per evitare qualsiasi effetto allergico, è bene diluire l’olio ed evitare un utilizzo intensivo del prodotto che potrebbe provocare un’ipersensibilità individuale.

I composti presenti negli oli essenziali che potrebbero provocare problemi sono i fenoli, capaci di irritare le mucose, un discorso che non risulta valido per un olio essenziale di qualità che ne dovrebbe prevedere l’eliminazione.

Importante è non confondere l’essenza con l’olio essenziale.

Mentre, infatti, l’olio essenziale è un prodotto naturale che si ottiene dall’estrazione di alcune parti della pianta come la resina, i fiori e i semi, le fragranze, invece, non seguono lo stesso processo e presentano una parte di composizione di natura chimica.

Un olio di lavanda, in altre parole, si otterrà attraverso distillazione conservando tutte le proprietà odorose della pianta e di conseguenza i suoi benefici.

 

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