fbpx

Disturbi dell’alimentazione: casi in aumento

I disturbi dell’alimentazione o disturbi del comportamento alimentare sono patologie che si caratterizzano per un’alterazione delle abitudini alimentari, per una preoccupazione eccessiva per la forma del proprio corpo e del peso.

Si tratta di disturbi che insorgono, in linea generale, durante l’adolescenza e riguardano soprattutto le ragazze.

disturbi dell'alimentazione

Anoressia, bulimia sono le forme più diffuse di un disturbo che ha radici profonde e che riguardano sempre più ragazze.

Dati recenti del Ministero della Salute attestano un aumento del 30 per cento dei disturbi dell’alimentazione

Soltanto nel 2020 si sono registrati 230.458 nuovi casi.

Aumentano i casi di ragazze e ragazzi in difficoltà, difficoltà generalizzate che riguardano anche lo stato della loro salute mentale, spesso dovuta all’isolamento sociale causato dalle chiusure scolastiche.

La Presidenza del Consiglio mette a disposizione un numero verde per informare sui servizi di riferimento e per il 2021 ha triplicato i numeri rispetto alle chiamate informative ricevute.

I disturbi dell’alimentazione crescono e riguardano sempre più i giovanissimi, ragazzi e preadolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

Soltanto l’Osservatorio Asl di Roma registra aumenti pari al 231,7% di casi compresi in questa fascia d’età.

disturbi dell'alimentazione

Il problema da affrontare riguarda anche l’assistenza sanitaria che risulta frammentata e poco omogenea, situazione che complica le cose, e non di poco.

I disturbi dell’alimentazione, secondo quanto dichiara l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono la seconda causa di morte nelle ragazze adolescenti.

In Italia l’associazione “Mi nutro di vita” si occupa di sensibilizzare la società sui disturbi dell’alimentazione.

La manifestazione dell’8 ottobre ha visto una vasta affluenza, le persone che aderiscono  al Movimento Lilla,  sono scese in piazza per chiedere al Ministero della Salute di classificare i disturbi del comportamento alimentare all’interno dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e non come sotto categoria delle fragilità psichiatriche.

Espandere la rete di assistenza e creare un supporto continuo per fronteggiare ciò che è definibile come una nuova epidemia.

 

Leggi anche: Psicologia e nutrizione. Il peso della comunicazione

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *