Rischi legati alla guerra: le preoccupazioni degli italiani

I rischi legati alla guerra riguardano, secondo il parere degli italiani, l’economia e l’uso di armi nucleari.

La preoccupazione degli italiani sui rischi legati alla guerra è molto alta, il nostro Paese, così come rileva la Doxa in un sondaggio, sarebbe significativamente più elevata se confrontata alla media europea.

Inflazione, approvvigionamento energetico, ma anche la paura del contagio.

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È il gap più grande fra la media europea e l’Italia che emerge sul tema della pandemia e i rischi legati alla guerra: la preoccupazione per l’impossibilità di tenere sotto controllo i contagi è quasi doppia rispetto a quella rilevata a livello europeo: 72% vs 37%.

rischi legati alla guerra

Fatta eccezione per la Svezia, per il 52% degli europei bisognerebbe implementare gli investimenti militari.

L’Italia, invece, registra un dato diverso, e il 45% degli intervistati dichiara che il settore militare non dovrebbe aumentare gli investimenti, per cui si rileva che debba rimanere invariato il complessivo investimento in armi.

Le minacce e i rischi legati alla guerra che affliggono maggiormente gli italiani, invece, con una media superiore di tredici punti rispetto a quella europea, riguardano la possibilità che le sanzioni contro la Russia possano danneggiare l’economia nazionale.

Il sondaggio ci dice che tra i rischi legati alla guerra, sia questo il più rilevante con un 90% di italiani che dichiara di avere questa preoccupazione contro il 66% degli europei.

Gli italiani temono anche l’aumento degli attacchi cyber alle istituzioni, così come dichiara il 72% degli intervistati, con una media superiore a quella europea di 14 punti.

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Ancora il 75% (contro il 57% dell’Europa) è preoccupato per la nuova ondata di profughi che si riverseranno nel paese dall’Ucraina.

Il sondaggio sui rischi legati alla guerra ha coinvolto 26 paesi (24 membri dell’Unione Europea + 2 extra UE – Serbia e Svizzera) e ha visto la realizzazione complessiva di 24.509 interviste online, condotte fra il 7 e il 22 marzo.

“A livello generale europeo, l’inflazione e il conseguente aumento dei prezzi rappresenta la minaccia principale (86%), seguita dallo scoppio di una guerra mondiale (78%), dall’utilizzo da parte della Russia di armi nucleari (75%), dal coinvolgimento del proprio paese (72%) e dalla possibilità che la fornitura di energia non sia garantita (70%)”.

 

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