Dismorfofobia e ansia sociale

Dismorfofobia e ansia sociale rappresentato due entità nosologiche separate (appartengono a due diverse categorie n.d.r.) eppure da un punto di vista concettuale si sovrappongono.

Una revisione in merito, pubblicata dalla rivista Elsevier, indaga proprio sulla relazione tra dismorfofobia e ansia sociale, passando in rassegna una serie di somiglianze in fenomenologia, aspetti culturali, comorbilità e trattamento.

La dismorfofobia ovvero il Disturbo di Dismorfismo Corporeo fa parte della più ampia categoria dei disturbi cosiddetti somatoformi, caratterizzati, cioè, dalla presenza di sintomi fisici non giustificati da alcuna condizione medica generale nonché dagli effetti di una sostanza o da un altro disturbo mentale.

dismorfofobia e ansia sociale

L’elemento caratterizzante della dismorfofobia è la preoccupazione per un difetto nell’aspetto fisico, una cosiddetta “bruttezza immaginata” che può essere totalmente immaginaria appunto, oppure, se è presente, rappresenta una reale piccola anomalia fisica, la preoccupazione del soggetto è di gran lunga eccessiva rispetto al dato reale.

La preoccupazione riguarda difetti lievi o immaginari della faccia o della testa, come i capelli più o meno folti, l’acne, rughe, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore o rossore, sudorazione, asimmetrie o sproporzioni del viso, oppure eccessiva peluria.

Altri tipi di preoccupazioni comuni dei soggetti dismorfofobici riguardano la forma, le misure, o qualche altro aspetto di naso, occhi, palpebre, sopracciglia, orecchie, bocca, labbra, denti, mascella, mento, guance o testa.

L’ansia sociale, associata in molti casi alla dismorfofobia, è una delle condizioni psichiatriche più comuni.

La letteratura epidemiologica riporta tassi di prevalenza nei paesi occidentali compresi tra il 7% e il 12% della popolazione, un disturbo che colpisce uomini e donne in modo relativamente uguale come valutato negli studi di comunità.

dismorfofobia e ansia sociale

L’ansia sociale spesso inizia nella metà dell’adolescenza, ma può verificarsi anche nella prima infanzia, in cui si manifesta con timidezza, inibizione comportamentale, disturbo ansioso.

Dismorfofobia e ansia sociale, risulterebbero altamente comorbidi, mostrando un’età di insorgenza simile, condividendo una traiettoria cronica simile e mostrando pregiudizi cognitivi simili per interpretare le informazioni sociali ambigue in modo negativo. 

Le somiglianze tra dismorfofobia e ansia sociale in fenomenologia, pregiudizi cognitivi, manifestazioni interculturali e risposta al trattamento suggeriscono che questi due disturbi condividono aspetti patologici comuni.

Come dicevamo, la dismorfofobia è definita come una preoccupazione per un difetto immaginario nell’aspetto fisico, una preoccupazione che è probabilmente associata alla paura di una valutazione negativa da parte degli altri, collegandola direttamente alla caratteristica distintiva del disturbo d’ansia sociale.

La cura della dismorfofobia può essere efficacemente effettuata con psicoterapia cognitivo comportamentale, così come suggerisce la dottoressa Elena Micheli su Ipsico, mutuando molte tecniche da quelle impiegate per il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi, con cui vi sono varie affinità.

“I farmaci raramente sono efficaci, almeno che non vi sia una certa comorbilità con la depressione maggiore”.

La revisione Elsevier scrive riguardo al trattamento: “Studi precedenti supportano fortemente che gli interventi cognitivi e comportamentali sono efficaci per il trattamento sia di dismorfofobia e ansia sociale.

Il razionale della terapia cognitivo-comportamentale è notevolmente simile per il trattamento di entrambi i disturbi, sottolineando il ruolo delle cognizioni disadattive e dell’evitamento nel mantenimento dell’ansia. 

Le componenti comuni del trattamento includono la psicoeducazione e la ristrutturazione cognitiva”.

 

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