Prugne e susine: proprietà e differenze

Prugne e susine sono due frutti diversi.

Prugne e susine, infatti, rispondono a due termini differenti e presentano caratteristiche diverse, pur potendo tracciare una qualche comunanza di proprietà nutraceutiche.

Prugne e susine, rispettivamente “Prunus domestica” e “Prunus salicina” hanno un profilo differente soprattutto dal punto di vista estetico.

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Le prugne – la specie domestica – si presentano con forma ovale e una buccia che declina colori che vanno dal giallo al verde fino al viola scuro.

Le susine, invece, la specie salicina, sono tonde, con colori giallo oppure nere – viola.

Prugne e susine sono drupe, cioè, frutti polposi contenenti un nocciolo legnoso al pari di albicocca e pesca.

Le differenze tra prugne e susine dal punto di vista nutrizionale sono poche, ad eccezione del contenuto di zuccheri, presente in maniera ridotta nelle susine gialle, ragione che le porta sulla tavola di chi segue una dieta dimagrante.

Prugne e susine rappresentano una buona fonte di potassio, manganese e vitamina K.

prugne e susine

Entrambe le specie, così come riporta in una scheda informativa la rivista di nutrizione Nutrition Foundation of Italy, forniscono sorbitolo, “uno zucchero non cariogeno e che, una volta nel colon, richiama acqua, ammorbidendo le feci e facilitandone l’espulsione”.

Questo zucchero ha anche funzioni prebiotiche, promuovendo l’attività della flora batterica intestinale con produzione di acidi grassi a catena corta, noti per la funzione protettiva a livello sia del colon (riduzione del rischio oncologico), sia in periferia.

Viene utilizzato nei prodotti dolciari per diabetici, perché non richiede la secrezione di insulina per essere utilizzato.

L’ottimo contenuto di fibre (soprattutto nelle prugne secche) affianca il sorbitolo nel promuovere la regolarità dell’alvo.

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L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha ufficialmente riconosciuto, già nel 2013, il ruolo positivo delle prugne secche (100 g) sulla salute intestinale, affermando che “le prugne secche contribuiscono al normale funzionamento dell’apparato digerente”.

Il contenuto di fibre delle prugne secche permette di assumere facilmente una buona quota del fabbisogno giornaliero raccomandato.

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Grazie al contenuto di manganese e di vitamina K, l’assunzione regolare di 100 g di prugne secche migliora inoltre, specie nelle donne in post-menopausa con fragilità ossea, l’assorbimento e gli effetti protettivi sull’osso di supplementi di calcio e vitamina D.

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