Insonnia da lavoro su turni: il programma del sonno

L’insonnia da lavoro su turni è una delle conseguenze più comuni che si riconducono a questo tipo di stress lavorativo.

Secondo quanto riportato dal Cambridge University Press, ad oggi circa un quinto dei dipendenti nell’Unione Europea lavora su turni.

Si rende, dunque, necessario identificare i fattori che contribuiscono all’insonnia da lavoro su turni, in particolare nelle professioni sanitarie, perché l’insonnia aumenta i rischi di numerosi disturbi di salute e influisce sulla capacità lavorativa.

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Il lavoro su turni è un modo di vivere che si scontra con il naturale vivere umano e con il metabolismo, in quanto animali diurni inadatti a lavorare ed essere attivi di notte.

insonnia da lavoro su turni

L’insonnia da lavoro su turni ha diverse caratteristiche del tutto personali: se alcune persone hanno difficoltà ad addormentarsi, altre si svegliano di frequente oppure altre ancora, hanno risvegli repentini con difficoltà a riprendere il riposo.

Il problema principale per chi soffre di insonnia da lavoro su turni è una diffusa stanchezza che permane anche nel fine settimana, un tono dell’umore instabile, mancanza di appetito e difficoltà digestive.

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La Fondazione del Sonno – Sleep Foundation – ha pubblicato un programma del riposo che raccomanda a chi soffre di insonnia di lavoro su turni.

Il primo consiglio è quello di isolare dai rumori la nostra camera da letto, tende oscuranti e tappi nelle orecchie per assicurarci buio e silenzio.

Ancora, prima di andare a letto, è utile farsi una doccia o un bagno caldo, è un’attività rilassante che coadiuva il sonno.

Scrive Sleep Foundation: “Il consumo di alcol prima di coricarsi può causare disturbi del sonno. 

Sebbene l’alcol abbia proprietà sedative che ti aiutano ad addormentarti più facilmente, potresti riscontrare disturbi del sonno o sonno frammentato mentre il tuo corpo scompone l’alcol”.

L’assunzione di integratori di melatonina per addormentarsi durante il giorno ha bisogno della consultazione medica perché può avere un impatto sui ritmi sonno-veglia.

“Raccomandiamo da sette a nove ore di sonno al giorno per la maggior parte degli adulti di età compresa tra 18 e 64 anni e da sette a otto ore di sonno per la maggior parte degli adulti di età pari o superiore a 65 anni. Alcuni adulti possono cavarsela leggermente meno o potrebbero aver bisogno di un po’ più di sonno, ma non consigliamo di dormire meno di cinque o sei ore o più di 10-11 ore al giorno”.

Leggi anche: Quando assumere la melatonina e perché

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