L’impatto dell’emicrania sulla salute delle donne

Il forte impatto dell’emicrania sulla salute delle donne rende questa patologia un focus sociale per i suoi effetti disabilitanti sulla conduzione quotidiana della vita delle persone.

Malattia neurologica, l’impatto dell’emicrania sulla salute delle donne è tanto forte da essere definita come malattia di genere.

L’emicrania, infatti, rappresenta la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante del genere umano secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Un documento Iss (Istituto Superiore di Sanità) sintetizza il forte impatto dell’emicrania sulla salute delle donne in un rapporto donna/uomo pari a 3:1, evidenziando come i dati sulla patologia nel periodo compreso tra pubertà e menopausa, riguardino il 27% delle donne.

impatto dell'emicrania sulla salute delle donne

La ricerca contemporanea che si occupa dell’impatto dell’emicrania sulla salute delle donne, stima una prevalenza dell’emicrania pari al 14% della popolazione mondiale.

Studi condotti sulla popolazione italiana hanno dimostrato percentuali ben più alte e preoccupanti.

Una celebre indagine di popolazione svolta mediante intervista diretta su 904 adulti abitanti a Parma, ha dimostrato una prevalenza dell’emicrania pari al 24,7%.

impatto dell'emicrania sulla salute delle donne

Corrispondente al 32,9% delle donne e al 13% degli uomini, numeri ancora maggiori per la nostra penisola giungono di nuovo da uno studio di popolazione su 3500 soggetti della ASL di Pavia intervistati mediante questionario postale che ha evidenziato una percentuale di soggetti affetti pari al 42,9% (54,6% nel sesso femminile, 32,5% in quello maschile).

L’emicrania è una tempesta che dura diversi giorni.

Scrive l’ISS: “Rappresenta un processo multifasico sequenziale in quanto può comparire già 24 ore prima del dolore con sintomi vaghi quali stanchezza, irritabilità, depressione, sbadiglio, particolare appetito per dolci (e tra questi il cioccolato) per poi sfociare nell’attacco vero e proprio che dura dalle 4 alle 72 ore”.

Il dolore è pulsante e si esaspera con il benché minimo movimento, costringendo il soggetto a ritirarsi in disparte, isolato da rumori e luci verso i quali diviene sensibilissimo. Nella donna l’emicrania si presenta in forma più severa rispetto all’uomo manifestando attacchi più frequenti, di maggiore intensità e durata, “ed è associata a sintomi vegetativi di accompagnamento più marcati” scrive ancora l’ISS.

Fondazione Onda, proprio a causa del forte impatto dell’emicrania sulla salute delle donne, ha dato il via a un progetto cui hanno aderito 143 centri cefalee, perché si implementi un servizio mirato sulle criticità della patologia per il sesso femminile.

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