Aumenta il consumo di alcol tra i ragazzi e aumenta il fenomeno del binge drinking, un bere finalizzato a ubriacarsi, e una pratica disordinata del bere alcol che si concentra il sabato sera.
Le autorità sanitarie mostrano attenzione e preoccupazione per il consumo di alcol tra i ragazzi, perché questi si colloca (fonte Cochrane) tra i primi tre fattori di rischio per il carico globale di malattia, rappresentando il 5,5% degli anni di vita aggiustati per la disabilità a livello globale.
Complessivamente, già nel 2010, gli infortuni attribuibili all’alcol sono stati responsabili del 13,2% di tutti i decessi per infortunio e del 12,6% di tutti gli anni potenziali di vita persi per infortunio.
I giovani rappresentano un’elevata percentuale di infortuni e mortalità correlati all’alcol, con l’11% dei decessi tra gli uomini di età compresa tra 15 e 34 anni e il 3,5% dei decessi tra le donne di età compresa tra 15 e 34 anni nell’Unione europea, essendo correlati all’alcol.

Nell’Unione Europea, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei bambini e nei giovani adulti fino a 29 anni, e il 33% delle lesioni da traffico automobilistico nei maschi e l’11% nelle femmine di tutte le età sono dovute all’alcol (OMS 2012 ).
Informare sulle conseguenze di un non moderato consumo di alcol tra i ragazzi, rimane una priorità della comunità scientifico- sanitaria.

Sebbene sia comune il consumo di alcol tra i ragazzi, alcuni gruppi possono essere identificati come a rischio elevato di consumo eccessivo a causa di una serie di fattori sociali, tra pari e familiari.
La rivista Cochrane riporta come i giovani che hanno bevuto per la prima volta all’età di 13 anni hanno quasi il doppio delle probabilità di assumere alcolici a rischio molto elevato tra i 16 e i 24 anni.
I genitori che consentono ai propri figli di consumare alcolici in contesti supervisionati da adulti nella prima adolescenza hanno maggiori probabilità di avere figli che subiscono conseguenze dannose dell’alcol nella prima metà dell’adolescenza.
I genitori che a loro volta bevono molto hanno maggiori probabilità di avere figli che riferiscono di aver bevuto troppo, e l’uso di sostanze da parte dei genitori e la storia familiare di alcolismo sono stati identificati come predittori del consumo di sostanze da parte degli adolescenti in studi longitudinali.
Anche l’ISS – Istituto Superiore di Sanità, scrive come il consumo di alcol tra i ragazzi sia un processo tanto dannoso quanto però, accettato e normalizzato dalla società, abilitato dalla famiglia.
In altre parole, il consumo di alcol tra i ragazzi non riceve, generalmente, un’adeguata attenzione sociale, se non nel caso di un comportamento deviante che comporta disturbo (ubriachezza) o danno alla collettività (incidenti, ecc)
“L’immaginario sull’alcol tra i giovani è costruito su valori trasmessi dai media (pubblicità), spesso fuorvianti, che non trovano una corrispondente promozione di valori che combattono le sollecitazioni al bere”.





