La scienza dei terremoti è volta a comprendere i meccanismi sismici e si pone il fine di prevederli da varie angolazioni come il lavoro sperimentale, la modellazione teorica e l’apprendimento automatico.
Il sisma che drammaticamente ha investito Turchia e Siria impone una nuova attenzione su di un fenomeno naturale che miete vittime e provoca ansia e paure collettive.
Pericolo naturale che colpisce milioni di persone in tutto il mondo ogni anno, i terremoti sono al centro di un’intervista apparsa su Nature Communications ai ricercatori: Marie Violay (EPFL Losanna), Annemarie Baltay (USGS), Bertrand Rouet-Leduc (Kyoto University) e David Kammer (ETH Zürich).
L’attuale scienza dei terremoti affronta questo terribile pericolo naturale da diverse angolazioni: dalla nucleazione del fenomeno alla modalità di scorrimento, dalla fisica dei terremoti indotti dai fluidi alla comprensione fondamentale delle rotture della faglia tettonica che si verificano durante i terremoti naturali.
Ma come si sviluppa la ricerca attuale della scienza dei terremoti?

Risponde Marie Violay (EPFL Losanna) alla rivista Nature: “In primo luogo, sviluppiamo metodi numerici che ci consentono di includere una maggiore complessità nei modelli di rottura della faglia sismica al fine di costruire scenari sismici più realistici.
In secondo luogo, calibriamo i nostri modelli con osservazioni da esperimenti di attrito, e li usiamo per supportare l’analisi delle osservazioni da esperimenti di terremoti di laboratorio su larga scala dando accesso a quantità che non sono facilmente misurabili negli esperimenti.
Infine, utilizziamo i risultati della nostra simulazione per sviluppare modelli teorici basati sulla meccanica della frattura dei terremoti di laboratorio, che poi applichiamo per migliorare le conoscenze acquisite da esperimenti su larga scala alla scala del campo e ai terremoti naturali”.
L’intervista sulla scienza dei terremoti evidenzia come lo scorrimento antisismico giochi un ruolo importante.
Recenti osservazioni di laboratorio e naturali suggeriscono che questo sia uno dei meccanismi scatenanti dei terremoti indotti dai fluidi.
Sebbene esistano anche altri meccanismi di innesco, lo scorrimento sismico ha un ruolo importante nella misura in cui può indurre sismicità in regioni oltre la zona pressurizzata del fluido e quindi aumentare potenzialmente l’area di pericolosità sismica.
Pertanto, è fondamentale per i ricercatori non solo comprendere i meccanismi che causano lo scorrimento delle faglie, ma anche le condizioni che lo scatenano.

Alla domanda posta: “In che modo vorresti vedere rafforzato il legame tra la politica sui terremoti e le strategie di mitigazione del rischio rispetto alla tua area di ricerca?” Le risposte dei ricercatori di scienza dei terremoti sembrano delineare un futuro prossimo quanto leggermente rassicurante.
Bertrand, infatti, spiega come la deformazione tettonica possa essere continuamente monitorata grazie alla scienza dei dati e modelli ML (Machine Learning) “su dati sia sismici che geodetici, producendo in particolare mappe migliorate del blocco delle faglie e del budget di scorrimento, con il potenziale per informare e migliorare i modelli di pericolosità sismica”.
La scienza dei terremoti oggi dispone di modelli più dettagliati, specifici e accurati per le scosse sismiche, che si traducono anche in modelli più precisi e meno variabili.





