La fregola sarda è un tipo di pasta che vanta una storia secolare.
La parola fregola sarda, infatti, deriverebbe dal latino “ferculum” tradotto in italiano come briciola, indicando la sua composizione in piccoli grani che la rendono alla vista, simile al cous-cous.

Il nome originale è fregula, poi italianizzato con fregola, e la sua apparizione sulle tavole si fa risalire al secolo X d. C.
La fregola sarda si acquista di norma secca, e la sua lavorazione dalla semola di grano duro prevede uno sfregamento circolare del composto perché si ottengano dei granelli color ambra abbastanza porosi, caratteristica che ne fanno un formato di pasta versatile per diverse tipologie di condimenti che assorbono, infatti, molto facilmente.

La zona originaria della fregola è quella del Campidano di Cagliari e di Oristano mentre nella zona di Nuoro viene chiamata “pistizzone” che significa proprio come il suo nome latino, briciola.
La fregola sarda non si cuoce al vapore come il cous-cous ma si lessa come la pasta.
Associamo il profilo nutrizionale di quest’alimento alla pasta e al pane.
100 gr. di fregola contengono all’incirca 335 kcal, in quanto carboidrato, ma si riscontrano una buona percentuale anche di proteine e lipidi (grassi).
Per questa ragione si consiglia di associare la fregola sarda alle verdure oppure al pesce fresco.
Non a caso la ricetta originale classica sarda prevede ingredienti di mare come le arselle o vongole, oppure viene associata alla bottarga fresca.
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