Il film Rapito di Marco Bellocchio presentato a Cannes, è un film storico tratto dal romanzo “Il caso Mortara” di Daniele Scalise(ed. Mondadori).

Nel 1858 nella città di Bologna, per ordine del Tribunale dell’Inquisizione, Edgardo Mortara (Enea Sala) di appena sei anni, viene trascinato via dalla propria famiglia di fede ebrea a causa di un battesimo clandestino della domestica cattolica che, pensando che il piccolo fosse in fin di vita, vuole risparmiargli la pena del Limbo destinata ai non battezzati.
Il caso Mortara fece il giro d’Italia e d’Europa, così come si racconta nel lungometraggio, ma a nulla valse l’impegno della famiglia, il padre (Fausto Russo Alesi), la madre (Barbara Ronchi) per la “liberazione” del piccolo Edgardo che da adulto (Leonardo Maltese) prenderà la strada del sacerdozio.
È così affidata a Papa Pio IX (Paolo Pierobon) la crescita intellettuale del piccolo Edgardo, così educato alla mestizia e alla rassegnazione.
Se la religione è storia degli uomini, allora Rapito di Marco Bellocchio, riflette sulla guerra tra questi, laddove il dissidio religioso diventa lacerazione e sofferenza.
Tuttavia l’attenzione del regista, così come accadeva nel suo “Sorelle Mai” del 2010, sembra accendere una riflessione ulteriore sulla famiglia e sull’appartenenza, sulle radici storiche ed esistenziali di ciascuno.
Rapito di Marco Bellocchio è affresco familiare, un dipinto squarciato e mai più restaurato.

E quel che crea il “rapimento” del piccolo è, appunto, trauma, terrore, immobilità senza che il giovane Mortara, ormai adulto, possa realmente rendersi consapevole di quel gioco macabro e politico che si svolse ai danni della sua famiglia e della sua esistenza.
Film carico di simbolismi e animato da una forte caratterizzazione psicologica, Rapito di Marco Bellocchio si confronta coi grandi temi della storia dell’Uomo, rimarcando ed evidenziando il valore delle coscienze singole, della libertà di pensiero e della paura che acceca l’anima.
In queste scene che si avvicendano in un andirivieni di precetti e dogmi, trova spazio una grande voglia di liberazione, rappresentata sulla scena filmica dalla Breccia di Porta Pia cui però, il giovane Edgardo non saprà prendere parte.
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