L’arteterapia è efficace per ansia e depressione, secondo quanto riporta uno studio recentemente pubblicato dal British Medical Journals.
La ricerca, che ha visto coinvolte centinaia di persone affette da disturbi dell’umore da ogni parte del mondo, ha rivelato che praticare l’arteterapia è efficace per ansia e depressione in termini di miglioramento del benessere psicofisico e di qualità della vita.
“L’arteterapia può assumere diverse forme, ma in generale prevede la creazione di materiale artistico da parte dei pazienti allo scopo di utilizzare un linguaggio non verbale per dare più libero sfogo a istinti e impulsi, non sempre facilmente verbalizzabili” spiega Roberta Bacchio psicoterapeuta cognitivo comportamentale e collaboratrice dell’Istituto di psicoterapia cognitivo comportamentale A.T. Beck di Roma.

Pittura, scultura, ballo, musica e teatro: l’arteterapia è tutto ciò che dà forma ed espressione a quella parte di cui non si riesce a parlare nella stanza di uno psicoterapeuta e può essere indirizzata a bambini, adulti, anziani e famiglie, anche in gruppi dedicati.
Lo studio inglese rivela inoltre che l’arteterapia è efficace per ansia e depressione quando è a supporto di una psicoterapia cognitivo comportamentale ma non solo. Si è osservato che l’arteterapia intesa come contemplazione delle opere artistiche nei musei, ha portato buoni risultati anche nelle cure palliative e nel trattamento di svariate patologie oncologiche, croniche, psichiatriche dove è importante mantenere adeguati livelli di serotonina.

Ma l’arteterapia apporta inoltre evidenti benefici anche in termini di inclusione sociale, come sostiene la Fondazione Don Luigi Di Liegro di Roma che da dieci anni promuove un progetto rivolto alle persone con disagio mentale. Oltre 90 laboratori fra musica e teatro, hanno visto la partecipazione di più di 1.800 persone durante gli anni. Molto apprezzati anche i laboratori fotografia o di fit-walking (camminata veloce, ndr) considerate comunque forme di espressione e di aggregazione ai fini terapeutici.
“Quello che può davvero aiutare le persone con disagio mentale sono le relazioni sociali che si creano intorno a loro. È importante che si sentano parte integrante della società e non di rappresentare un problema, e che percepiscano di avere qualcosa da dare agli altri” spiega Luigina Di Liegro, fondatrice e segretaria generale della Fondazione.





