Affrontare una diagnosi di tumore al seno non significa soltanto combattere una battaglia fisica: il percorso di cura coinvolge anche l’aspetto emotivo e relazionale, che spesso viene trascurato. In questo contesto, attività come arte e sport si rivelano preziose alleate, capaci di ridurre significativamente i livelli di stress e migliorare la qualità della vita. La Fondazione IncontraDonna ha fatto di questa intuizione il cuore del progetto “Re-Start Cancer care – Il nuovo inizio dopo la diagnosi di cancro”, dimostrando come la partecipazione a corsi di teatro, Tai Chi, canottaggio e altre discipline creative possa trasformare la gestione della malattia in un’esperienza più umana e condivisa.
Arte e sport, infatti, hanno mostrato di ridurre del 43% lo stress e di alleviare sintomi psico-fisici quali dolore, depressione, preoccupazione, nervosismo e senso di paura. Questi sono i risultati di un progetto pilota che ha coinvolto oltre 100 pazienti, offrendo loro percorsi personalizzati e gratuiti per ritrovare equilibrio e serenità attraverso discipline come teatro, scrittura espressiva, flamenco, pilates matwork, mindfulness e arte terapia.
Un momento particolarmente significativo del progetto è stato lo spettacolo teatrale “Il Cappotto” di Gogol, andato in scena al Teatro Ghione di Roma sotto la direzione di Francesco Giuffrè, che ha visto protagonisti pazienti e caregiver. “La costruzione di un vero e proprio spettacolo è stato il naturale epilogo di questo ‘viaggio’. Il rispetto per lo spazio, l’ascolto e la condivisione delle emozioni sono i veri attori che abbiamo portato in scena”, racconta Giuffrè.
Grazie a questionari dedicati, è stato possibile misurare l’impatto positivo di queste attività non solo sul benessere psicologico, ma anche su quello sociale, promuovendo relazioni tra persone che condividono esperienze simili. “Vogliamo rendere il progetto replicabile su scala nazionale”, sottolinea Adriana Bonifacino, presidente di IncontraDonna. “Il nostro obiettivo è ampliare l’offerta e coinvolgere un numero crescente di pazienti, affinché questa iniziativa possa diventare un punto di riferimento per chi affronta il tumore al seno”.
Andrea Botticelli, responsabile scientifico del progetto, conferma che l’esperienza ha centrato obiettivi cruciali come l’empowerment e il miglioramento della qualità di vita. “Svolgere i corsi al di fuori di contesti ospedalieri è stato determinante: ha permesso ai partecipanti di allontanare il pensiero della propria malattia e di ritrovare momenti di normalità”.
Anche lo sport, come il canottaggio, si è rivelato un prezioso strumento terapeutico. “Pagaiare immersi nella natura favorisce calma, serenità e buone abitudini”, spiega Nicoletta Alborino, coordinatrice delle attività sportive di IncontraDonna. “Oltre ai benefici fisici, il canottaggio stimola l’interazione sociale, creando legami profondi e significativi”.
Il progetto “Re-Start Cancer care” rappresenta una nuova frontiera nell’assistenza ai pazienti oncologici, ponendo al centro l’essere umano nella sua interezza e mostrando come il potere dell’arte e dello sport possa trasformare la vita, anche nei momenti più difficili.





