La sanità pubblica italiana è in crisi: nel 2024, quasi tre posti su quattro nelle scuole di specializzazione in Medicina d’emergenza-urgenza sono rimasti vacanti. Il fenomeno colpisce anche specializzazioni cruciali come Chirurgia Generale, Chirurgia Toracica e Nefrologia, segnalando una tendenza allarmante.
Secondo i dati presentati dal Ministero della Salute e da Agenas alla Camera, la fuga dei giovani medici dai Pronto Soccorso è solo la punta dell’iceberg. La crisi del personale sanitario, in atto da anni e aggravata dalla pandemia di Covid-19, si riflette anche nell’esodo dal pubblico al privato: nel 2022, ben 4.349 medici hanno lasciato il Servizio Sanitario Nazionale, quasi il triplo rispetto al 2016. Per gli infermieri il quadro è ancora più critico, con 6.651 dimissioni nel 2022 rispetto alle 1.854 del 2016.
Non solo addii, ma anche un drastico calo dell’attrattività delle professioni sanitarie: il numero di domande di iscrizione ai corsi di laurea in infermieristica si è dimezzato in dieci anni, lasciando scoperti il 15% dei posti disponibili nel primo anno accademico.
La sanità pubblica rischia il collasso: servono interventi urgenti per rendere di nuovo attrattivo il lavoro nei reparti chiave del sistema sanitario nazionale.



