Una promettente scoperta emerge dal Congresso Europeo sull’Obesità (ECO 2025) a Malaga: i farmaci antiobesità a base di analoghi dell’ormone Glp-1, come liraglutide e semaglutide, potrebbero avere un inaspettato e significativo effetto nel ridurre il consumo di alcol.
Uno studio condotto in una clinica di Dublino ha rilevato che pazienti in trattamento con questi farmaci per la perdita di peso hanno diminuito il loro consumo di alcolici di circa due terzi in soli quattro mesi. Questa ricerca aggiunge un tassello importante al crescente corpo di evidenze sui benefici “extra-peso” degli analoghi del Glp-1, farmaci originariamente sviluppati per il trattamento del diabete di tipo 2 e noti per la loro efficacia nel favorire la perdita di peso.
Disturbo da Consumo di Alcol: Una Piaga Globale con Elevato Tasso di Recidiva
Gli autori dello studio ricordano come il disturbo da consumo di alcol rappresenti una grave problematica di salute pubblica, responsabile di 2,6 milioni di decessi annui a livello globale. Sebbene trattamenti consolidati come la terapia cognitivo-comportamentale e alcuni farmaci possano avere successo a breve termine, il tasso di recidiva entro il primo anno si attesta su un preoccupante 70%.
Glp-1 Analoghi: Promettenti anche Contro la Voglia di Alcol
Studi preclinici su modelli animali avevano già suggerito un potenziale ruolo degli analoghi del Glp-1 nella riduzione del consumo di alcol, ma solo ora iniziano a emergere dati significativi sull’effetto nell’uomo.
Lo Studio di Dublino: Calo Vertiginoso del Consumo di Alcol in Pazienti Obesi
Carel le Roux dell’University College di Dublino e i suoi colleghi hanno condotto uno studio prospettico “real-world” su 262 adulti con obesità (BMI ≥ 27 kg/m²) in cura presso un centro specializzato. La maggior parte dei partecipanti erano donne (79%), con un’età media di 46 anni e un peso medio di 98 kg, ai quali erano stati prescritti liraglutide o semaglutide per la gestione del peso.
In base al loro consumo di alcol auto-riferito all’inizio dello studio, i pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: astemi (11,8%), bevitori occasionali (meno di 10 unità a settimana, 19,8%) e bevitori abituali (più di 10 unità a settimana, 68,4%). Dei 262 partecipanti, 188 sono stati seguiti per un periodo medio di quattro mesi.
I risultati hanno mostrato che nessuno dei pazienti ha aumentato il proprio consumo di alcol. Anzi, il consumo medio complessivo è diminuito drasticamente da 11,3 a 4,3 unità a settimana dopo quattro mesi di trattamento con gli analoghi del Glp-1, una riduzione di quasi due terzi.
Riduzione del Consumo Paragonabile a Farmaci Specifici per l’Alcolismo
Particolarmente significativo è stato il calo osservato nel gruppo dei bevitori abituali, dove il consumo di alcol è precipitato da una media di 23,2 a sole 7,8 unità a settimana. “Questa riduzione del 68% è paragonabile a quella ottenuta con il nalmefene, un farmaco utilizzato per il trattamento dei disturbi da consumo di alcol in Europa”, sottolinea il professor le Roux.
Meccanismo d’Azione Ancora in Studio: “Calo del Desiderio Senza Sforzo”
“L’esatto meccanismo con cui gli analoghi del Glp-1 riducono il consumo di alcol è ancora in fase di studio”, spiega le Roux, “ma si ritiene che abbia a che fare con un calo del desiderio di alcol, che si manifesta in aree sottocorticali del cervello non sotto controllo cosciente. Pertanto, i pazienti riferiscono che gli effetti sulla diminuzione del consumo di alcolici vengono ottenuti ‘senza sforzo'”.
Limiti e Potenzialità dello Studio
Gli autori riconoscono alcune limitazioni dello studio, tra cui il numero relativamente piccolo di partecipanti, l’utilizzo di dati auto-riportati sul consumo di alcol e l’assenza di un gruppo di controllo. Tuttavia, sottolineano anche i punti di forza, come l’analisi di dati raccolti prospetticamente in un contesto di vita reale.
“È stato dimostrato che gli analoghi del Glp-1 trattano l’obesità e riducono il rischio di molteplici complicanze correlate”, conclude le Roux. “Gli effetti benefici che vanno oltre l’obesità, come quelli sul consumo di alcol, sono in fase di studio, con alcuni risultati promettenti”. Questa scoperta apre nuove ed entusiasmanti prospettive nel trattamento combinato dell’obesità e del disturbo da consumo di alcol, offrendo potenzialmente una nuova arma terapeutica per affrontare due gravi problemi di salute pubblica.





