Un’escursione nella natura può trasformarsi in un incubo con un morso di vipera, come accaduto di recente in Trentino a un turista tedesco, prontamente trasportato in ospedale. Di fronte a un evento del genere, la prima e più importante reazione è mantenere la calma, un vero e proprio “antidoto” per non favorire la diffusione del veleno nell’organismo. Lo spiega l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate (NtI), fondata dal medico del 118 Manuel Ruggiero, che sottolinea come l’agitazione possa aumentare il battito cardiaco e accelerare la diffusione sistemica del veleno.
In attesa dell’arrivo dei soccorsi, è fondamentale adottare misure di primo intervento corrette, evitando pratiche obsolete o addirittura dannose.
Cosa Fare in Caso di Morso di Vipera: Le Regole d’Oro
NtI fornisce un decalogo chiaro su come agire in caso di morso:
- Mantenere la calma: La tranquillità è cruciale. Stress e movimenti inutili accelerano la circolazione sanguigna, favorendo la diffusione del veleno.
- Allertare i soccorsi: Chiamare immediatamente il 118 o il numero di emergenza locale, fornendo informazioni chiare sulla posizione e sulle condizioni della persona morsa.
- Raggiungere il pronto soccorso: L’assistenza ospedaliera deve essere tempestiva. Il trattamento specifico, che può includere l’eventuale uso di siero antivipera, è di esclusiva competenza medica e viene somministrato solo in ambiente ospedaliero.
- Immobilizzare l’arto colpito: L’arto interessato deve essere tenuto il più fermo possibile, preferibilmente in posizione lievemente declive (più in basso) rispetto al cuore. Si può utilizzare una stecca o una fasciatura morbida per immobilizzarlo.
- Lavare la ferita: Pulire delicatamente la zona del morso con acqua e sapone per ridurre il rischio di infezione.
- Disinfettare (se possibile): In assenza di controindicazioni, si può utilizzare acqua ossigenata o una soluzione di permanganato di potassio.
- Rimuovere oggetti costrittivi: Anelli, bracciali, orologi o altri accessori vanno tolti rapidamente dall’arto colpito, per evitare compressioni e problemi circolatori in caso di gonfiore (edema).
- Applicare una fasciatura contenitiva: Una fasciatura elastica moderatamente compressiva può essere utile per rallentare la diffusione linfatica del veleno. È fondamentale che sia moderatamente compressiva e non stretta, e non deve mai sostituire un laccio emostatico, che è fortemente controindicato.
Cosa Non Fare Assolutamente: Pratiche Dannose
NtI elenca anche una serie di azioni da evitare perché inefficaci o addirittura pericolose:
- Non incidere la ferita: Le incisioni non aiutano a eliminare il veleno e aumentano drasticamente il rischio di infezioni gravi e danni ai tessuti.
- Non succhiare il veleno: Questa pratica è totalmente inefficace nel rimuovere il veleno e può causare contaminazione orale o peggiorare le condizioni del soccorritore.
- Non applicare lacci emostatici: Il blocco completo della circolazione sanguigna può aggravare i danni locali, causando necrosi tissutale (morte dei tessuti) e rendendo più grave la situazione.
- Non somministrare alcol o farmaci: L’uso di alcolici, sedativi o analgesici senza supervisione medica può mascherare i sintomi clinici reali e alterare la risposta fisiologica del paziente, rendendo più difficile e complessa la valutazione da parte del personale sanitario.
Il Siero Antivipera: Un Farmaco Ospedaliero
Nessuno Tocchi Ippocrate ricorda infine che il siero antivipera è un farmaco ospedaliero soggetto a stretta sorveglianza medica. La sua somministrazione non è sempre necessaria e viene decisa dal personale sanitario esclusivamente in base alla valutazione clinica del paziente e alla gravità del quadro sintomatologico. L’automedicazione o l’uso improprio di questo siero possono essere estremamente pericolosi.
La prevenzione e la conoscenza delle giuste procedure di primo soccorso sono fondamentali per affrontare serenamente le escursioni in natura, riducendo al minimo i rischi legati a incontri inaspettati con le vipere.




