on l’arrivo dell’estate e l’imminente appuntamento con spiagge e vacanze, molte persone si lanciano in un’ultima, disperata corsa al dimagrimento: le famigerate diete “last minute”. Promesse di risultati rapidi e trasformazioni mozzafiato si scontrano però con un monito chiaro e autorevole: queste diete “sono tutte molto simili, portano a risultati che durano poco e, in più, mettono anche a rischio la salute”. Questo l’avvertimento del professor Giorgio Calabrese, presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute, in un’intervista all’Adnkronos Salute.
L’Escamotage del Dimagrimento Veloce: Iperproteiche e Chetogeniche Sotto Accusa
“In questo momento, le persone non vogliono fare la dieta, vogliono dimagrire. E cercano escamotage”, spiega Calabrese, puntando il dito contro le tendenze alimentari del momento. Il principale strumento di queste diete rapide è da sempre la dieta iperproteica, affiancata e in tempi più recenti superata dalla dieta chetogenica. Ma come sottolinea il nutrizionista, si tratta di due “sorelle” che, pur con lievi differenze, condividono la stessa filosofia di base e gli stessi rischi.
La dieta chetogenica si caratterizza per un’altissima percentuale di grassi (circa il 75%), una moderata quota di proteine (20%) e un apporto estremamente ridotto di carboidrati (solo il 5%). La dieta iperproteica, d’altro canto, spinge le proteine a concentrazioni altissime, spesso oltre il 40% dell’apporto calorico totale. Esistono poi varianti come le diete “low carb” e “very low carb”, che essenzialmente eliminano quasi del tutto i carboidrati.
Tutte queste diete, seppur con nomi diversi, sono “figlie dello stesso padre, Robert Atkins”, che nel lontano 1951 inventò la dieta iperproteica basata sul principio di “pochi carboidrati e più proteine”.
I Rischi Nascosti dietro i “Cibi Proteici” Animali
Il problema principale di queste diete risiede nella selezione degli alimenti proteici. “I cibi proteici scelti sono quelli di origine animale”, osserva Calabrese. Questo significa un’abbondanza di carni rosse e bianche, pesce, uova e formaggi stagionati. Legumi e molte verdure vengono esclusi o limitati drasticamente a causa della presenza di amidi o del basso contenuto proteico.
Il risultato è un sovraccarico di prodotti animali che, inevitabilmente, portano con sé anche una significativa quantità di grassi. Questi regimi alimentari, progettati per indurre una rapida perdita di liquidi e un assemblaggio forzato di proteine, generano un calo ponderale che “dura poco”, spesso legato più alla perdita di acqua e massa muscolare che di grasso reale.
Ma i rischi non si limitano all’inefficacia a lungo termine. Il professor Calabrese lancia un monito severo: “Chi fa questo tipo di dieta più di 3 o 4 giorni rischia chiaramente dei danni al rene e al fegato, e anche il cuore protesterà“. L’eccessivo carico proteico e l’alterato metabolismo dei nutrienti possono mettere sotto stress organi vitali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute.
In conclusione, l’attrattiva di una “soluzione rapida” per la forma fisica estiva nasconde insidie significative. Gli esperti ribadiscono che il benessere duraturo si costruisce con un approccio equilibrato e sostenibile all’alimentazione, lontano dalle scorciatoie che promettono miracoli a discapito della salute.





