Un traguardo storico per la medicina italiana e un’innovazione senza precedenti in Europa. Al Policlinico di Modena è stato eseguito per la prima volta nel continente un trapianto di fegato da donatore vivente con un approccio completamente robotico. L’intervento, che ha coinvolto sia il prelievo dell’emifegato dal donatore che il trapianto nel ricevente, è stato realizzato con il sistema chirurgico da Vinci, una tecnica finora adottata solo in centri di eccellenza globale come Seoul e Riyadh. A distanza di pochi mesi, entrambi i pazienti stanno bene e sono stati dimessi in tempi record, a conferma dell’efficacia della procedura.
Un Traguardo Storico: La Rivoluzione Robotica del Trapianto
A condurre l’intervento, lo scorso giugno, è stata l’équipe del professor Fabrizio Di Benedetto, direttore della Chirurgia oncologica, epatobiliopancreatica e trapianti di fegato. L’approccio completamente robotico rappresenta un salto di qualità enorme. La mini-invasività è il principale vantaggio: l’intera procedura è stata eseguita attraverso una piccola incisione cutanea, con benefici in termini di tempi di recupero e dolore post-operatorio. Come ha sottolineato lo stesso professor Di Benedetto, la tecnologia robotica offre un livello di precisione straordinario, simile a quello di un intervento eseguito al microscopio, grazie a un ingrandimento elevato e alla capacità di filtrare il naturale tremore della mano del chirurgo. Questo permette di eseguire suture complesse con una accuratezza senza pari, riducendo i rischi sia per il donatore che per il ricevente.
L’Eccellenza di un Sistema e la Generosità del Dono
Questo risultato non è un caso isolato, ma il frutto dell’investimento e della visione strategica della sanità pubblica in Emilia Romagna. La Regione ha creduto e investito nella sua rete donativa e trapiantologica, che oggi conta su centri di eccellenza come quello di Modena, divenuto un punto di riferimento non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Un successo che, come hanno ricordato il presidente e l’assessore alle Politiche per la salute, non esisterebbe senza la grande generosità dei donatori e il prezioso lavoro delle associazioni. Nel caso del trapianto da vivente, il gesto altruistico assume un significato ancora più profondo, e la ricerca di procedure sempre meno invasive per il donatore diventa un dovere etico primario.
Un Percorso Ultra-Decennale e la Fama Internazionale
Il Centro trapianti di Modena, attivo dal 2000, ha all’attivo oltre 1.500 trapianti di fegato e ha acquisito negli anni una leadership riconosciuta a livello globale. L’introduzione della tecnologia robotica non è una novità assoluta per l’ospedale, che dal 2019 la utilizza anche per il trapianto di rene da donatore vivente. L’équipe del professor Di Benedetto ha partecipato a tre recentissime Consensus Conference mondiali sull’uso della robotica, a Parigi, Riyadh e Toronto, a testimonianza del prestigio internazionale raggiunto. Questo ambiente altamente innovativo non solo garantisce standard di cura elevatissimi, ma offre anche preziose opportunità di crescita e formazione per le future generazioni di chirurghi.
L’intervento al Policlinico di Modena segna un nuovo capitolo nella storia della chirurgia dei trapianti. È la prova che l’eccellenza medica italiana, unita alla tecnologia più avanzata e a una salda rete sanitaria pubblica, può aprire strade impensabili, offrendo speranza e nuove possibilità di vita a tutti i cittadini.




