Con l’arrivo di settembre, non è solo il calendario a cambiare. Le temperature che si abbassano al mattino e si alzano nelle ore centrali del giorno creano un’ambigua transizione, e il nostro corpo, abituato al caldo estivo, si trova a dover affrontare una serie di nuove sfide. Il “respiro” è la prima vittima di questo cambiamento, come sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), che mette in guardia sugli sbalzi termici che favoriscono la circolazione di virus respiratori, primo fra tutti il Rhinovirus.
L’Alleanza Tra Freddo e Virus: Il Meccanismo degli Sbalzi Termici
È una credenza comune che gli sbalzi di temperatura ci “facciano prendere il raffreddore”, ma la scienza spiega il perché. Il corpo umano è un sistema finemente calibrato per mantenere una temperatura interna stabile. Quando passiamo rapidamente da un ambiente caldo (ad esempio l’esterno con 30 gradi) a uno freddo (un locale climatizzato a 20 gradi), i vasi sanguigni nelle vie respiratorie superiori si restringono in un processo chiamato vasocostrizione. Questo meccanismo, che ha lo scopo di conservare il calore corporeo, può temporaneamente compromettere l’efficienza della nostra risposta immunitaria locale, lasciando una “finestra di opportunità” per i virus. Le mucose di naso e gola, meno irrorate dal sangue e quindi con una ridotta presenza di cellule immunitarie, diventano un terreno fertile per l’attacco di agenti patogeni. I virus, sempre presenti nell’ambiente, trovano quindi un “portone spalancato” per insediarsi e replicarsi.
Ecco perché il consiglio di Andreoni è tutt’altro che banale: “buona norma è coprirsi un po’ di più ed evitare il passaggio frequente da ambienti esterni, caldi, a locali interni freddi perché climatizzati”. La prevenzione non sta solo nell’evitare le correnti d’aria, ma nel mitigare gli shock termici a cui il nostro corpo è sottoposto. Questo significa indossare un capo in più la sera, quando l’aria si rinfresca, e magari regolare il condizionatore per evitare temperature polari.
Non Solo il Raffreddore: I Protagonisti di Settembre
Il Rinovirus è il principale responsabile del comune raffreddore, con i suoi sintomi classici: starnuti, naso che cola o tappato, mal di gola e, a volte, una leggera linea di febbre. Ma con l’avanzare dell’autunno, la situazione evolve. I virus “para-influenzali” e “simil-influenzali”, che causano sintomi simili ma possono portare a complicazioni maggiori, iniziano a circolare più attivamente. La fine delle vacanze e la riapertura di scuole e uffici aumentano inevitabilmente la vicinanza tra le persone, creando le condizioni ideali per la diffusione di queste infezioni. Stare in ambienti chiusi e affollati, dove l’aria non circola in modo ottimale, amplifica il rischio di contagio.
Chi è Davvero a Rischio: Adulti, Bambini e Categorie Fragili
Secondo l’infettivologo, i soggetti più a rischio di contrarre questi malanni sono, sorprendentemente, “adulti e bambini in buona salute”. La ragione non è una debolezza intrinseca, ma la loro maggiore esposizione agli sbalzi termici e ai contatti sociali, che li rende più propensi a contrarre i virus. Tuttavia, la severità della malattia è un altro discorso. I casi più gravi, che possono richiedere un ricovero, colpiscono quasi sempre le categorie fragili: anziani, persone con malattie croniche, come il diabete o patologie respiratorie (asma, BPCO), e individui con un sistema immunitario compromesso. Per loro, un semplice raffreddore può evolvere in bronchite, polmonite o altre complicanze gravi.
L’Influenza In Arrivo e L’Insidia Delle Gastroenteriti
Mentre i virus di settembre sono già in circolazione, il picco dell’influenza è ancora atteso per i mesi autunnali. Andreoni lancia però un avvertimento, basato sull’osservazione dell’emisfero australe, dove il virus sta già circolando “in modo violento”. Questo, secondo gli esperti, potrebbe essere un segnale di un autunno e un inverno impegnativi anche per l’emisfero settentrionale, rendendo ancora più importante l’attenzione alla prevenzione e, a tempo debito, alla vaccinazione.
Non solo il respiro, però. Molti italiani, soprattutto quelli ancora in vacanza, devono fare i conti anche con le gastroenteriti. Il cambio di abitudini alimentari e le diverse condizioni igieniche legate ai viaggi possono favorire lo sviluppo di infezioni intestinali, un altro lato meno piacevole del rientro.
Come Proteggersi in Questo Mese di Transizione
Affrontare settembre in sicurezza richiede un approccio proattivo. Oltre a vestirsi in modo più strategico, è fondamentale rafforzare le difese con una buona alimentazione, ricca di vitamine e antiossidanti, e mantenere un’adeguata idratazione. L’igiene delle mani, come sempre, gioca un ruolo cruciale nel limitare la diffusione dei virus. Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver toccato superfici comuni, può ridurre significativamente il rischio di infezione.
In un mese che segna il ritorno alla routine, la consapevolezza dei rischi per la salute e l’adozione di semplici, ma efficaci, misure preventive possono fare la differenza tra un rientro sereno e un primo autunno costellato di raffreddori e malanni. La vera “protezione” sta nell’essere preparati, nel corpo e nella mente.





