La vita degli adolescenti italiani si svolge in una dimensione sempre più “onlife”, dove i confini tra mondo fisico e virtuale sono labili. È il ritratto complesso e ricco di sfide emerso dalla XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, intitolato ‘Senza filtri’, diffuso da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’adolescenza.
I dati, basati su un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e Intelligenza Artificiale (IA), lanciano un allarme silenzioso: di fronte a fragilità e incertezze, la nuova generazione si rivolge sempre più agli algoritmi per ottenere supporto emotivo, superando la tradizionale ricerca di aiuto presso figure reali.
L’IA come Confidente Emotivo e Guida
Il dato più sorprendente e significativo riguarda la funzione di conforto emotivo che gli strumenti di Intelligenza Artificiale hanno assunto per gli adolescenti:
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Aiuto Emotivo: Ben il 41,8% degli adolescenti intervistati si è rivolto all’IA per chiedere aiuto quando era triste, solo/a o ansioso/a.
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Consulenza su Scelte: Oltre il 42% ha utilizzato l’IA per chiedere consigli su scelte importanti da prendere.
Questa tendenza è alimentata da un’adozione di massa degli strumenti digitali: il 92,5% dei 15-19enni utilizza strumenti di IA, contro appena il 46,7% degli adulti. Quasi un ragazzo su tre (30,9%) li utilizza tutti i giorni o quasi. L’IA, in questo contesto, emerge come una presenza costante, accessibile e, apparentemente, priva di giudizio, diventando un sostituto facile per la ricerca di sostegno.
Disagio Psicologico: Un Netto Gap di Genere
L’esigenza di cercare conforto nel virtuale si lega al crescente disagio psicologico che caratterizza questa fase della vita, con un allarmante gap di genere:
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Benessere Psichico: Poco più di una ragazza su tre (34%) mostra di avere un buon equilibrio psicologico, contro il 66% dei ragazzi. Questa differenza di genere di oltre 30 punti percentuali è la più ampia rilevata tra tutti i Paesi europei.
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Autolesionismo e Isolamento: Il 9% degli adolescenti ha dichiarato di essersi isolato volontariamente anche per brevi periodi per problemi di natura psicologica.
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Psicofarmaci Senza Prescrizione: Un dato inquietante è che quasi uno su otto ha usato psicofarmaci senza prescrizione nell’ultimo anno, con una percentuale che sale al 16,3% tra le ragazze.
Mentre il 60% degli adolescenti si dichiara soddisfatto di sé, la percentuale è nettamente più alta tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (50%), evidenziando una maggiore vulnerabilità femminile.
La Dimensione Onlife: Iperconnessione e Cyberbullismo
Il report conferma i rischi legati alla dimensione onlife e all’uso problematico della tecnologia:
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Phubbing e Dipendenza: Il 38% dei 15-19enni ammette di guardare spesso il cellulare in presenza di amici o parenti (fenomeno del phubbing), e il 27% si sente nervoso quando non ha il telefono con sé.
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Uso Problematico: Più di uno su otto (13%) rientra nel profilo di uso problematico di internet (iperconnessione).
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Cyberbullismo: Il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, un dato in forte aumento rispetto al 31,1% registrato nel 2018. Il 30% ha a sua volta messo in atto la pratica del ghosting bloccando una persona senza spiegazioni.
L’Isolamento Off-line e la Forza delle Relazioni Reali
A fronte di questa massiccia presenza digitale, la dimensione off-line mostra segnali di isolamento culturale e fisico, soprattutto nel Mezzogiorno:
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Cultura e Sport: Un adolescente su due non ha mai visitato mostre o musei nel 2024 (oltre il 60% nel Mezzogiorno). Il 18,1% non fa alcuna attività fisica, con la percentuale che sale al 29,2% nel Sud Italia.
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Viaggi e Socialità: Solo il 47,6% dei 15-24enni ha fatto una gita o vacanza di almeno una notte, contro l’81% dei giovani spagnoli e il 90% degli olandesi.
Nonostante le difficoltà, le relazioni interpersonali restano un punto fermo: più di 8 su dieci si dichiarano soddisfatti del loro rapporto con gli amici. Positiva anche la relazione con i genitori (78% soddisfatto), anche se il 31% dichiara di aver avuto gravi problemi nel rapporto familiare. La vera sfida, dunque, è ricucire il tessuto sociale e culturale off-line, per evitare che l’IA diventi il sostituto primario della relazione umana nei momenti di bisogno.





