Nei tre mesi tra settembre e novembre 2025, l’Europa ha registrato 1.443 casi di influenza aviaria HPAI A(H5) negli uccelli selvatici, un dato quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2024 e il più alto quanto meno dal 2016.
La stragrande maggioranza di questi focolai (il 99%) è stata identificata come A(H5N1), principalmente una nuova variante di un ceppo già in circolazione, che si è diffusa rapidamente dall’Est verso Ovest.
Fattori di Rischio e Contaminazione
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Uccelli Acquatici: Sono stati fortemente infettati, fungendo da veicolo principale di diffusione.
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Contaminazione Ambientale: Casi rilevati anche in uccelli selvatici apparentemente sani hanno causato una contaminazione ambientale diffusa.
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Mortalità Elevata: Si sono verificati focolai con alto tasso di mortalità tra le gru comuni in Germania, Francia e Spagna.
La Situazione in Italia e i Danni Economici
Anche in Italia si registrano focolai, con l’andamento descritto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) come “a macchia di leopardo”. Le infezioni si concentrano nelle regioni settentrionali, sia negli allevamenti di pollame che tra gli uccelli selvatici.
Le regioni più colpite includono:
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Friuli Venezia Giulia
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Veneto
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Piemonte
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Emilia Romagna
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Lombardia
I danni economici per il settore agricolo italiano negli ultimi due anni sono stati ingenti, con stime che indicano perdite per le aziende pari a circa mezzo miliardo di euro. Roma e Bruxelles hanno già stanziato circa 94 milioni di euro per gli indennizzi del 2022 e la gestione dei focolai.
Le Misure Urgenti Richieste dall’EFSA
L’EFSA ha definito “imperativo” l’applicazione di misure stringenti per contrastare l’epidemia, con due priorità immediate:
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Rafforzare la Sorveglianza: Ai fini di una diagnosi precoce.
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Garantire Biosicurezza Stringente: Negli allevamenti, per prevenire l’introduzione dell’HPAI nei volatili domestici e la sua diffusione.
Rischio di Salto di Specie e Contagi Umani
L’Influenza Aviaria è primariamente un’infezione virale degli uccelli, trasmessa principalmente dagli uccelli selvatici agli animali da allevamento e, sporadicamente, all’uomo attraverso il contatto diretto con animali infetti.
Gli esperti invitano alla calma per quanto riguarda il rischio di pandemia, poiché ad oggi non si è determinata alcuna trasmissione da uomo a uomo del virus. Il livello generale di allerta non è stato innalzato.
Tuttavia, a preoccupare è la grande capacità di mutazione dei virus aviari e il rischio di salto di specie (zoonosi) a causa del contatto.
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Contagi Umani (Rari ma Letali): Sebbene i casi umani siano rari, l’infezione può essere asintomatica, presentare sintomi lievi, ma anche gravi e letali.
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Salto ai Mammiferi: Recentemente, ceppi virali sono stati trasmessi anche a bovini e ad animali da compagnia come i gatti.
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Nuovi Ceppi Umani: Un uomo è morto negli Stati Uniti a novembre 2025 dopo essere stato contagiato dal virus H5N5, un ceppo che non aveva mai infettato l’uomo prima di questo episodio, dimostrando la continua evoluzione del rischio. Un altro decesso per il ceppo H5N1 si era registrato in Louisiana a gennaio 2025.





