L’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non si vince solo con l’acquisto di nuove tecnologie o l’incremento della ricerca, ma soprattutto investendo nelle competenze che possano tradurre l’innovazione in valore reale per i cittadini. È da questa visione strategica che nasce ‘Officina delle competenze’, una fondamentale iniziativa promossa da Johnson & Johnson, in collaborazione con Altems – Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il progetto di ricerca applicata, presentato a Roma alla presenza di autorevoli rappresentanti istituzionali e sanitari, ha un obiettivo ambizioso: colmare l’attuale gap organizzativo e professionale che frena la piena attuazione di riforme cruciali come quella avviata con il Decreto Ministeriale 77.
Le sfide immediate che l’Officina intende affrontare sono tre:
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Riduzione delle liste di attesa.
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Migliore integrazione tra ospedale e territorio.
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Accesso tempestivo alle terapie avanzate.
Come sottolinea Mariella Mainolfi del Ministero della Salute, “Il vero elemento distintivo non sarà l’innovazione in sé, ma la capacità delle persone di accoglierla, integrarla e utilizzarla in modo consapevole.” Senza competenze adeguate, anche le migliori innovazioni rischiano di rimanere inefficaci.
Il Laboratorio Nazionale per la Trasformazione
‘Officina delle competenze’ si configura come un laboratorio nazionale per la progettazione e la sperimentazione di nuovi profili manageriali. L’obiettivo è formare figure capaci di connettere dati, innovazione tecnologica e percorsi di cura, rendendo la sanità più efficiente, integrata e orientata al paziente.
Il progetto introduce e definirà scientificamente tre nuovi ruoli chiave, che saranno testati e validati in tre strutture pilota d’eccellenza, selezionate per la loro diversità e impatto sul territorio: la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Lazio), l’Asl4 Chiavarese (Liguria) e la Asl Salerno (Campania).
I Tre Ruoli Strategici per la Sanità 4.0
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Chief Innovation Officer (CIO): Questa figura agisce da vero e proprio regista dell’innovazione. Guida l’introduzione di tecnologie avanzate, coordina l’adozione di strumenti come l’Intelligenza Artificiale (AI), la robotica e la telemedicina, e soprattutto ne misura l’impatto clinico ed economico, garantendo la sostenibilità dei processi di trasformazione all’interno di ospedali e aziende sanitarie.
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Direttore Sanitario 4.0: È l’evoluzione del Direttore Sanitario tradizionale, trasformandosi in un leader della trasformazione. Il Direttore Sanitario 4.0 coniuga la leadership clinica con l’abilità di utilizzare i dati come leva decisionale. Guida la transizione digitale e integra l’analisi predittiva e l’AI nei processi assistenziali, promuovendo una sanità basata sul valore e sulla sostenibilità a 360 gradi (ambientale, economica e sociale).
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Patient Journey Manager: La figura più vicina al cittadino, è il navigatore dei percorsi di cura. Il Patient Journey Manager costruisce un ponte vitale tra ospedale e territorio, coordinando servizi e professionisti per ridurre i tempi di attesa, le duplicazioni e le interruzioni. È l’interprete della sanità di prossimità, garantendo la presa in carico personalizzata dei pazienti cronici e fragili.
Dalla Teoria all’Azione: La Necessità di un Cambiamento Operativo
Americo Cicchetti (Agenas) e Federica Morandi (Altems) sottolineano che l’iniziativa nasce dall’esigenza di superare la mera descrizione teorica dei nuovi modelli (come il DM 77) per passare alla sperimentazione operativa.
“Abbiamo progettato e validato tre ruoli che non sono esercizi accademici, ma risposte operative a problemi reali: percorsi frammentati, digitalizzazione disomogenea, carenza organizzativa,” spiega Morandi.
L’obiettivo è dimostrare che investire in competenze non è un costo, ma un moltiplicatore di efficienza e qualità per tutto il sistema. La collaborazione pubblico-privato, come evidenziato da Paolo Petralia (Fiaso) e Giuseppe Pompilio (Johnson & Johnson), diventa una “necessità per trasformare l’innovazione in un bene comune.”
L’iniziativa sarà fondamentale in contesti complessi come la Asl Salerno, dove, come spiega il Direttore Gennaro Sosto, il Chief Innovation Officer sarà cruciale per integrare strumenti avanzati e garantire prossimità di cura. Allo stesso modo, il Policlinico Gemelli, hub di innovazione, utilizzerà il progetto per rendere l’innovazione parte integrante dei processi gestionali e clinici, come afferma il DG Daniele Piacentini. L’Officina delle Competenze è il laboratorio che trasforma la complessità del sistema in valore misurabile e replicabile.





