Il fumo di tabacco continua a mietere circa 750mila vite ogni anno in Europa, confermandosi come la prima causa di morte evitabile. Eppure, nonostante la gravità del fenomeno, il tumore del polmone è ancora percepito come una “patologia invisibile, con scarsa attenzione da parte della società, dei media e delle istituzioni”, come sottolinea Silvia Novello, presidente di Walce (Women Against Lung Cancer in Europe aps).
Per spezzare questo silenzio, Walce, in collaborazione con l’unità di oncologia medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e con il supporto non condizionante di AstraZeneca, ha promosso l’ottava edizione di “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”. La campagna itinerante, conclusasi a Verona domenica 16 novembre 2025, ha riscosso un successo importante, toccando 12 città italiane tra il 2024 e il 2025:
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Più di 5.000 ingressi totali.
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2.052 spirometrie effettuate gratuitamente.
Il Percorso Interattivo: Dalla Sigaretta al Controllo
Cuore pulsante dell’iniziativa è stato un imponente tunnel lungo 14 metri e alto 3, sagomato a forma di sigaretta, che ha dominato il paesaggio della storica Piazza Bra a Verona. I cittadini sono stati accolti in un percorso multimediale, progettato per informare in modo diretto e interattivo sui danni del fumo di tabacco e sulle patologie fumo-correlate.
L’ingresso libero e gratuito ha permesso ai visitatori non solo di informarsi attraverso i pannelli interattivi e i colloqui con oncologi e pneumologi di AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), ma anche di effettuare un’analisi funzionale respiratoria fondamentale: la spirometria.
Questo test, vitale per la diagnosi precoce di patologie respiratorie come la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) e per monitorare la salute dei polmoni, è stato il pilastro della prevenzione secondaria della campagna.
Verona, Un Weekend di Integrazione: Sport, Scienza e Pazienti
Il fine settimana veronese ha rappresentato un esempio virtuoso di integrazione tra diverse iniziative, amplificando il messaggio di prevenzione e speranza.
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Verona Run Marathon e Family Run: Walce è stata charity partner dell’evento sportivo, sostenendo il progetto Amati (Attività motoria adattata per pazienti con tumore del polmone). L’attività fisica è stata valorizzata come strumento di benessere, inclusione e riabilitazione.
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XXVI Congresso Nazionale Pneumologia Italiana (AIPO): La presenza contemporanea dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri ha integrato il valore scientifico, collegando l’informazione in piazza con la ricerca specialistica.
La Forza del Ritorno alla Vita: Il Coraggio di Correre
L’impatto emotivo e motivazionale dell’evento è stato portato dai pazienti stessi. Merel Hennink, patient advocate e board member di LuCE (Lung Cancer Europe), ha raccontato la sua esperienza: le è stato diagnosticato un tumore al polmone in stadio IV undici anni fa.
Grazie ai progressi della ricerca e ai trattamenti mirati, la donna ha non solo ripreso la sua vita, ma ha anche ricominciato a correre, affrontando la mezza maratona a Verona. “È stato il mio modo per dimostrare cosa può fare la ricerca: undici anni dopo la diagnosi sono riuscita ad allenarmi di nuovo, con l’obiettivo di esserci e prendere parte a qualcosa di positivo e unico,” ha raccontato Hennink, correndo per sostenere Walce.
La sua storia è la prova che le più recenti terapie possono trasformare la prognosi, migliorando significativamente la sopravvivenza e la qualità della vita, e sottolinea l’importanza cruciale di parlare di tumore al polmone per finanziare la ricerca.
La Prevenzione come Terapia: Il Futuro della Cura
Il successo di “Esci dal tunnel” è un promemoria che la prevenzione è la prima terapia. I messaggi chiave veicolati in Piazza Bra dagli specialisti si sono concentrati su:
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I danni del fumo di sigaretta.
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I percorsi di disassuefazione.
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I fattori di rischio del tumore del polmone e di altre malattie respiratorie.
Paola Morosini, Head of Medical Affairs Oncology di AstraZeneca, ha ribadito l’importanza di questa sinergia: “Investire oggi [nella prevenzione] significa garantire domani l’accesso alle cure più avanzate.” L’obiettivo è duplice: promuovere una maggiore consapevolezza del rischio per favorire stili di vita più corretti (prevenzione primaria) e ampliare le opportunità di diagnosi precoce (prevenzione secondaria).
La speranza per il futuro risiede nell’individuazione della malattia nelle fasi iniziali e nella rapida identificazione dei target molecolari. Questo permette l’impiego di farmaci di precisione e trattamenti mirati, capaci di rivoluzionare l’aspettativa e la qualità della vita dei pazienti.
Il weekend veronese, unendo l’imponente installazione di Piazza Bra, la corsa di migliaia di sportivi e il dibattito scientifico, è stato un esempio concreto di come la collaborazione tra terzo settore, istituzioni, comunità e aziende possa avere un impatto reale sulla salute collettiva, rompendo l’invisibilità di una delle patologie più letali al mondo. L’iniziativa riprenderà nel 2026, rinnovando l’impegno a non bruciare il futuro.





