I cardiologi italiani lanciano un allarme urgente in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia (SIC): si registrano 600 attacchi cardiaci al giorno in Italia, e la metà di questi colpisce pazienti che, fino a quel momento, non avevano manifestato alcun evento cardiovascolare pregresso.
Questa categoria emergente di pazienti, apparentemente “senza precedenti”, è ora al centro della strategia di prevenzione, come sottolineato dal Presidente SIC, Pasquale Perrone Filardi: la sfida del futuro non è solo curare chi ha già avuto un infarto, ma stabilizzare le placche aterosclerotiche per impedire il primo evento.
Il fattore di rischio più rilevante, anche in questi pazienti ad alto rischio, rimane l’alto colesterolo cattivo (LDL).
La Rivoluzione Terapeutica: PCSK9 e La Prevenzione Primaria
La buona notizia arriva dal fronte della ricerca, con terapie innovative destinate a rivoluzionare la prevenzione primaria a livello globale.
Evolocumab: Il Primo Beneficio in Prevenzione Primaria
Lo studio multicentrico VESALIUS-CV, pubblicato sul New England Journal of Medicine, rappresenta una svolta epocale:
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Il Target: Il trial ha seguito per oltre 4 anni 12.300 pazienti ad alto rischio che non avevano mai avuto un evento cardiovascolare, ma che erano già in trattamento con statine.
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La Scoperta: Per la prima volta, un anticorpo monoclonale inibitore di PCSK9, l’evolocumab, in associazione alle statine, ha dimostrato di ridurre in modo significativo il rischio di infarto e ictus anche in questa popolazione.
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Impatto: Evolocumab diventa così il primo e unico inibitore di PCSK9 a dimostrare un beneficio in prevenzione primaria, aprendo la strada a strategie per salvare migliaia di vite che non avrebbero avuto il “preavviso” di un primo attacco.
L’Arrivo dell’Inibitore PCSK9 Orale
Un’ulteriore innovazione in arrivo è la nuova pillola anti-colesterolo da assumere una volta al giorno. Si tratta del primo inibitore di PCSK9 in forma orale (enlicitide).
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Vantaggio: Questo farmaco agevolerà notevolmente l’aderenza alla terapia grazie a una somministrazione più semplice, superando l’ostacolo delle iniezioni tipiche degli attuali anticorpi monoclonali.
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Efficacia: Gli studi di fase 3 hanno già dimostrato che enlicitide riduce significativamente il colesterolo LDL di oltre il 50%, con un’efficacia paragonabile a quella delle forme iniettive.
L’Ostacolo Principale: Inerzia Terapeutica e Scarso Raggiungimento dei Target
Nonostante la disponibilità di terapie efficaci, la pratica clinica è ancora segnata da una grande sfida: il mancato raggiungimento del target di colesterolo LDL.
Gianfranco Sinagra, presidente eletto della SIC, parla di inerzia terapeutica dilagante, confermata dai dati real-world del programma EuroAspire VI della Società Europea di Cardiologia:
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Solo il 16,8% dei pazienti ad alto rischio raggiunge il livello soglia di 70 mg/dL di colesterolo LDL.
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Solo l’8% dei pazienti ad altissimo rischio scende al di sotto del valore target di 55 mg/dL.
A ciò si aggiunge l’ostacolo della scarsa aderenza alla terapia, spesso imputata a una presunta intolleranza alle statine, che è in realtà presente solo nel 5-6% dei casi.
L’appello finale dei cardiologi è chiaro: “Serve ‘alfabetizzare’ tutti i cittadini sulla salute cardiaca” e superare l’inerzia per sfruttare appieno il potenziale delle nuove terapie nella lotta contro l’aterosclerosi, prima che questa possa causare il primo, e spesso fatale, evento cardiaco.





