Mentre l’Europa si apprestava a chiudere gli uffici per le festività natalizie, un dispaccio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), datato 24 dicembre 2025, ha bruscamente riportato l’attenzione globale su uno dei patogeni più temuti dell’ultimo decennio. La MERS (Sindrome Respiratoria Mediorientale), causata dal coronavirus MERS-CoV, non è mai svanita nel nulla. Al contrario, continua a muoversi silenziosamente tra le dune della Penisola Arabica, trovando periodicamente il modo di “viaggiare” verso il cuore del Vecchio Continente.
I dati diffusi dall’agenzia ONU sono chiari e non ammettono distrazioni: 19 casi totali nel 2025, con 4 decessi. Ma è il dettaglio geografico a far scattare i protocolli di biosicurezza: se 17 casi rimangono circoscritti all’Arabia Saudita, 2 infezioni sono state registrate in Francia, su viaggiatori di ritorno da zone endemiche. In un mondo che ha ancora le cicatrici aperte dalla pandemia di SARS-CoV-2, l’ombra del suo “cugino” più letale torna a proiettarsi sui sistemi sanitari internazionali.
L’Anatomia di una Minaccia: Cos’è il MERS-CoV
Per capire perché la MERS sia considerata un “sorvegliato speciale”, bisogna guardare alla sua struttura e alla sua storia. Identificato per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, il MERS-CoV appartiene alla vasta famiglia dei coronavirus, la stessa del comune raffreddore e del COVID-19. Tuttavia, la sua aggressività clinica è di un ordine di grandezza superiore.
A differenza del SARS-CoV-2, che ha puntato tutto sulla trasmissibilità massiccia a scapito (spesso) della letalità estrema, il MERS-CoV è un virus “pesante”. Ha una capacità di contagio interumano più limitata, ma quando colpisce lo fa con una violenza polmonare devastante.
Il Ponte Biologico: Dromedari e Zoonosi
La MERS è una malattia zoonotica. Ciò significa che il virus compie regolarmente il salto dalle specie animali a quella umana. Il serbatoio naturale sono i pipistrelli, ma l’ospite intermedio che funge da “ponte” per l’uomo è il dromedario.
Nella Penisola Arabica, il contatto tra dromedari e popolazioni locali (o turisti) è frequente, sia per motivi lavorativi che per tradizioni culturali e gastronomiche. Il consumo di latte crudo di dromedario o il contatto stretto con le secrezioni respiratorie di questi animali rappresentano la via maestra per l’infezione.
I Numeri del 2025: Analisi dei Dati OMS
I dati aggiornati al 21 dicembre 2025 mostrano una persistenza preoccupante del virus. Non siamo di fronte a un’esplosione pandemica, ma a quella che gli epidemiologi chiamano “circolazione endemica con punte sporadiche”.
Tabella: Distribuzione dei casi MERS nel 2025
| Area Geografica | Casi Segnalati | Decessi | Note |
| Arabia Saudita | 17 | 4 | Inclusi focolai domestici e ospedalieri |
| Francia | 2 | 0 | Viaggiatori rientrati dalla Penisola Arabica |
| Totale Globale | 19 | 4 | Tasso di letalità: ~21% |
È interessante notare come il tasso di letalità registrato in questo scorcio di 2025 si attesti intorno al 21%. Storicamente, la MERS ha presentato tassi di mortalità vicini al 35%, rendendola uno dei virus respiratori più pericolosi al mondo. La riduzione della letalità quest’anno potrebbe essere dovuta a una diagnosi più precoce o a una mutazione meno virulenta, ma è presto per trarre conclusioni definitive.
Il Caso Francia: Il Virus in Cabina di Pilotaggio
I due casi segnalati “Oltralpe” all’inizio di dicembre rappresentano il vero campanello d’allarme per l’Europa. Non si tratta di una trasmissione locale avvenuta sul suolo francese, ma di casi di importazione. Due cittadini che, dopo aver visitato la Penisola Arabica, hanno manifestato i sintomi una volta tornati a casa.
Questo scenario ripropone il tema della vulnerabilità dei confini nell’era dei viaggi globali. Il periodo di incubazione della MERS (fino a 14 giorni) permette a un individuo di contrarre il virus nel deserto saudita, imbarcarsi su un volo di linea, superare i controlli doganali e manifestare la malattia solo giorni dopo, magari dopo aver avuto contatti con familiari e personale medico non protetto.
L’OMS ha lodato la capacità di rilevamento del National IHR Focal Point francese, che è riuscito a isolare i pazienti e avviare il contact tracing prima che si innescassero focolai secondari. Tuttavia, il monito è chiaro: ogni ospedale europeo deve essere pronto a gestire un sospetto caso MERS in presenza di una storia di viaggio specifica.
Sintomi e Diagnosi: Quando Sospettare la MERS
La sintomatologia della MERS è subdola perché sovrapponibile a molte altre infezioni respiratorie, specialmente nella stagione influenzale.
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Febbre alta: Quasi sempre presente.
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Tosse e difficoltà respiratorie: Possono evolvere rapidamente in polmonite grave.
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Sintomi Gastrointestinali: Diarrea e dolori addominali sono più comuni nella MERS rispetto ad altri coronavirus.
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Insufficienza renale: Nei casi gravi, il virus attacca i reni, una complicazione caratteristica che lo distingue dal COVID-19.
Il rischio maggiore è per le persone con comorbilità: diabetici, pazienti con malattie polmonari croniche o immunodepressi hanno probabilità molto più elevate di sviluppare una forma fatale.
La Valutazione del Rischio: Perché l’OMS dice “Moderato”?
Nonostante i decessi e i casi in Europa, l’OMS ha mantenuto la valutazione del rischio a livello “Moderato”. Perché non “Alto”? La risposta risiede nella dinamica del contagio.
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Assenza di Trasmissione Sostenuta: Ad oggi, il MERS-CoV non ha acquisito la capacità di trasmettersi facilmente da persona a persona nelle comunità. I contagi interumani avvengono quasi esclusivamente in contesti protetti, come gli ospedali (dove le manovre di intubazione creano aerosol infetti) o all’interno di nuclei familiari ristretti.
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Misure di Controllo Efficaci: Sappiamo come fermare la MERS. L’isolamento respiratorio e l’uso di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) di alto livello negli ospedali sono sufficienti a troncare le catene di contagio.
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Sorveglianza Veterinaria: In Arabia Saudita, la collaborazione tra sanità umana e veterinaria (approccio One Health) sta migliorando il monitoraggio dei dromedari, permettendo di identificare le aree a rischio prima che l’uomo ne venga colpito.
Vademecum per Viaggiatori e Strutture Sanitarie
In vista dei viaggi previsti per il 2026, l’OMS e l’ECDC raccomandano estrema prudenza a chi si reca in Medio Oriente.
Per i Viaggiatori:
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Evitare contatti con dromedari: Non cavalcare questi animali e non visitare mercati di bestiame se non strettamente necessario.
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Igiene alimentare: Evitare categoricamente il latte crudo di dromedario o carne non perfettamente cotta.
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Lavaggio delle mani: Una pratica banale che rimane la prima linea di difesa contro le secrezioni respiratorie.
Per le Strutture Sanitarie:
L’allerta francese dimostra che il “caso zero” può presentarsi ovunque. È essenziale che il personale di pronto soccorso indaghi sempre la storia di viaggio dei pazienti con sindrome respiratoria acuta. Se il paziente è stato in Medio Oriente nei 14 giorni precedenti, deve essere immediatamente isolato e sottoposto a test PCR specifico per MERS-CoV.
La Lezione della MERS
La MERS ci ricorda che la biosicurezza globale è forte quanto il suo anello più debole. Sebbene la SARS-CoV-2 abbia monopolizzato l’attenzione negli ultimi anni, virus come la MERS rappresentano il “motore di fondo” delle minacce zoonotiche. I 19 casi del 2025 non sono un’anomalia, ma la conferma che il virus è lì, pronto a sfruttare ogni falla nella sorveglianza.
Come giornalista e osservatore, ritengo che la vera sfida non sia solo contenere i casi in Francia, ma eradicare la circolazione del virus alla fonte, migliorando le pratiche di biosicurezza negli allevamenti mediorientali. Fino ad allora, la MERS rimarrà uno spauracchio silenzioso, un “cugino” pericoloso che di tanto in tanto decide di ricordarci quanto sia fragile la nostra sicurezza respiratoria.





