Mentre entriamo nel cuore di quel febbraio storicamente temuto per le epidemie, arrivano segnali incoraggianti dai laboratori della rete RespiVirnet dell’Istituto Superiore di Sanità. La curva delle infezioni respiratorie in Italia continua la sua discesa, segnando un passaggio di fase in questa stagione 2025-2026. Tuttavia, i numeri restano imponenti: dall’inizio del monitoraggio a ottobre, sono stati oltre 10,4 milioni gli italiani colpiti, una cifra che racconta la vastità di una stagione definita dagli esperti di “media intensità”.
Se la popolazione generale inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, la situazione non è omogenea: per i più piccoli e in alcune regioni del Sud, la guardia deve restare altissima.
1. I numeri del bollettino: una frenata a due velocità
Nell’ultima settimana monitorata (fine gennaio), l’incidenza è scesa a 10,1 casi ogni 1.000 abitanti (erano 11,3 la settimana precedente). Ma analizzando i dati con occhio clinico, emergono differenze sostanziali:
-
Il calo generale: La flessione riguarda quasi tutte le fasce d’età, un segnale che il picco massimo è ormai alle spalle per la maggior parte della popolazione.
-
L’eccezione pediatrica: Nei bambini sotto i 4 anni, la curva non scende. Il tasso resta stabile a 40 casi ogni 1.000, un valore quattro volte superiore alla media nazionale. Questo conferma quanto avevamo discusso sulla vulnerabilità dei più piccoli in questo mese corto.
-
Meno casi gravi: Un dato estremamente positivo è il calo dei ricoveri in ospedale per complicazioni, segno che i virus circolanti, pur essendo diffusi, mostrano una virulenza gestibile dal sistema sanitario.
2. Non solo influenza: il “mix” dei virus invernali
Non è solo il virus dell’influenza (che rappresenta oggi solo il 14% dei campioni) a tenerci a letto. La stagione è caratterizzata da un cocktail di patogeni che si contendono il primato:
-
Virus Respiratorio Sinciziale (VRS): Particolarmente insidioso per i neonati e gli anziani, è uno dei principali responsabili dell’alto tasso di infezioni nei bambini piccoli.
-
Rhinovirus: Il classico virus del raffreddore, che in questo periodo di aria secca e sbalzi termici trova terreno fertile nelle nostre mucose.
-
Virus Influenzali: Sebbene in calo, continuano a circolare, richiedendo ancora attenzione per i soggetti fragili.
3. La geografia del contagio: il Sud resiste
La mappa dell’Italia mostra un’intensità ormai bassa in gran parte del territorio, ma con alcune sacche di resistenza dove la circolazione è ancora a livello medio:
-
In “zona sicura”: Liguria e Molise, che hanno già raggiunto il livello basale di fine stagione.
-
In “fase critica”: Puglia, Basilicata e Campania, dove il virus continua a circolare con vigore, alimentato forse da dinamiche sociali e climatiche locali.
Tabella: Sintesi della sorveglianza RespiVirnet (Gennaio-Febbraio 2026)
| Parametro | Valore Attuale | Tendenza | Nota Clinica |
| Incidenza Totale | 10,1 / 1.000 ab. | In diminuzione | Calo costante dalla metà di gennaio |
| Incidenza 0-4 anni | 40 / 1.000 ab. | Stabile | Picco persistente nei bambini |
| Casi Totali (Stagione) | 10,4 Milioni | In aumento cumulativo | Stagione di media intensità |
| Circolazione Influenza | 14% dei campioni | In discesa | Prevalenza di altri virus (VRS/Rhino) |
| Intensità Campania | Media | Stabile | Una delle regioni con più casi attivi |
4. Consigli per l’ultima fase della stagione
Come abbiamo visto parlando delle micro-abitudini invernali, non bisogna abbassare la guardia proprio ora. Con oltre mezzo milione di persone ancora a letto nell’ultima settimana, la prevenzione resta il farmaco più efficace:
-
Umidificazione: Essenziale per contrastare i Rhinovirus che amano l’aria secca.
-
Alimentazione: Puntare sui cibi della lista della spesa di febbraio (kiwi e agrumi) per supportare il sistema immunitario dei bambini, ancora sotto attacco.
-
Ritorno allo sport: Per chi è guarito, riprendere l’attività fisica con moderazione aiuta a “ripulire” l’organismo, come suggerito dagli esperti di medicina dello sport.
Un inverno che lascia il segno
Superare i 10 milioni di contagi è un traguardo statistico che ci ricorda quanto la nostra salute dipenda da equilibri fragili. Se i medici del passato curavano con la musica, oggi noi curiamo con i dati e la sorveglianza epidemiologica. La frenata dell’influenza è una buona notizia, ma la stabilità dei casi nei bambini ci impone di proteggere con cura i più piccoli in queste ultime settimane di freddo.





